Categorie: altrecittà

fino al 28.III.2005 | Allan d’Arcangelo | Modena, Palazzina dei Giardini

di - 11 Febbraio 2005

Il pittore delle Highways. Così Allan D’Arcangelo, artista italoamericano partecipe del movimento di arte popular americana, secondo la critica. La retrospettiva che la Galleria Civica di Modena dedica all’artista alla Palazzina dei Giardini, la prima mondiale di uno dei grandi maestri della prima stagione della Pop Art, prematuramente scomparso nel 1998, intende ribaltare questa riduttiva definizione e riportare alla luce qualche elemento in più rispetto all’attività di un artista ingiustamente dimenticato.
La mostra, realizzata in collaborazione con l’Estate of Allan D’Arcangelo di New York e gli eredi, presenta venticinque opere datate tra il 1962 e il 1982, che permettono di seguire la sua intera vicenda artistica: un percorso che prende inizio dagli studi in Messico negli anni ’50, attraverso gli insegnamenti di John Golding e continua poi negli Stati Uniti sotto la guida di Sam Goodman. Una pittura come “strumento al servizio dell’espressione di un ben specifico contenuto sociale”, e che negli anni ’60, nel momento d’esplosione della Pop culture, si afferma con i soggetti tipici dell’estetica di massa. Sono figure immediatamente riconoscibili e appartenenti all’immaginario collettivo sebbene decontestualizzate: astronauti, missili, pin-up e bandiere americane, accanto ad icone universali come Superman, la statua della libertà, Marilyn Monroe e JFK.
C’ è tutto ma c’è anche altro. Un senso di dubbio e di riflessione sull’etica americana che aleggia nell’opera e che non è mai fine a se stesso, una sorta di disagio sotterraneo, come nella storica Marilyn senza volto del ’62, con occhi, bocca, naso e sopracciglia da ritagliare e ricomporre. Un’opera, questa, realizzata polemicamente in seguito alla brutale morte dell’attrice, bambola di carta, icona usa-e-getta data in pasto alla macchina-spettacolo e in poco tempo triturata.
O, ancora, nell’opera cardine attorno alla quale ruota tutta la mostra, The place of Assassination, dedicata all’omicidio Kennedy: due anni di lavoro, un compendio di tutta la sua poetica: la strada dipinta, il collage-mappa, gli oggetti come parete dell’opera e gli specchietti retrovisori, a rappresentare l’America e le sue drammatiche contraddizioni. Negli anni seguenti arriva il mito on the road e D’Arcangelo s’inventa l’icona che diventerà una sua peculiarità pittorica: la mitica Us Highway, l’autostrada americana, riprodotta come una serie di sequenze filmiche, viaggio-fotogramma interiore e notturno, abitato soltanto da segnali e linee grafiche. Un luogo senza tempo e senza personaggi, dove lo spazio si ripete sempre uguale a se stesso. Il processo di sintesi degli anni Settanta e Ottanta, periodo nel quale D’Arcangelo abbandona l’immaginario pop per accostarsi ad una ricerca più astratta, è sorprendente. Dalla continuità con la pittura di paesaggio americana dei precisionisti degli anni ’30, arriva a raggiungere un’astrazione dalla modernità strepitosa, una pittura algida e pura al tempo stesso, minimale e precisissima. Dove il paesaggio della strada lascia il posto al paesaggio della forma.

francesca baboni
mostra visitata il 23 gennaio 2005


Allan D’Arcangelo
Retrospettiva
A cura di Walter Guadagnini
Palazzina dei Giardini, c.so Canalgrande
Dal 23 gennaio al 28 marzo 2005
da martedì a venerdì 10,30-13 /15 -18
Sabato e domenica 10,30-18
Lunedì chiuso
lunedì 28 marzo 2005 apertura straordinaria festiva
dalle 10,30 alle 18
Euro 5,00 Ridotto 2,50
Giovedì ingresso gratuito
Gratuito per i minori di 18 e i maggiori di 60 anni
Catalogo Silvana Editoriale
Ufficio stampa: Studio Esseci, Via S. Mattia, 16 – 35121 Padova
Tel 049 663499 fax 049 655098 info@studioesseci.net
Galleria Civica, Palazzo Santa Margherita,
c.so Canalgrande 103, 41100 Modena. Tel. 059 206911/206940
fax 059 206932
www.comune.modena.it/galleria
e-mail: galcivmo@comune.modena.it


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