Non nuovo a incursioni meridionali, lâartista tedesco
Helmut Dirnaichner (Kolbermoor, 1942; vive a Milano) ha animato con le sue opere piĂš recenti le affascinanti sale barocche dellâex Convento di San Francesco della Scarpa nel centro storico di Lecce. Si tratta di un immaginifico omaggio alle â
terre del Salentoâ, realizzato attraverso opere che combinano elementi naturali e cromatici suggeriti dal paesaggio pugliese.
Ne emerge un dinamico affresco, composto da lavori a parete alternati a sculture e a unâaerea installazione che volteggia al centro di una grande navata. Trentasei elementi puntuti in lapislazzuli e cellulosa pendono da unâaltezza di venti metri, agitati dagli spostamenti dei corpi nello spazio. Rimandano a sinuose atmosfere marine, evocandone profonditĂ e leggerezza. La stessa liquida suggestione segna gli arazzi a parete, realizzati miscelando cellulosa vegetale a grumi terrosi di un azzurro intenso. Nasce da un ramoscello dâulivo ricurvo un arazzo di forma ovale segnato da sensibili solchi, che sottolineano il duro lavoro nei campi.
Nelle cappelle laterali del convento, Dirnaichner riempie grandi superfici con lapislazzuli, malachite e cellulosa, disegnando architetture sensibili di colore e di luce, aperte allâascolto dei tratti barocchi dello spazio che le ospita. Una sequenza di sculture di grandi dimensioni eseguite in pietra leccese, calcarea e arenaria dal titolo
Sedimente inglobano stratificazioni di fogli materici (terre e minerali). Come menhir che si liberano verso lâalto a dominare lo spazio, queste sculture si ergono a sintetici snodi dellâincessante dialogo dellâartista con la natura.
Dal 1982, Dirnaichner ha intrapreso una personale ricerca che lega le sue opere ai territori che lo ospitano, privilegiando terre e genti del Sud Italia, piĂš aperte a instaurare proficue relazioni con lâambiente e con gli elementi che lo compongono. Un percorso che si snoda su traiettorie di sensibile poeticitĂ , contribuendo al disegno di un universo artistico che presenta caratteri antichi, se non arcaici. Un intenso interrogarsi su un umanesimo nuovo, realizzato a partire da unâintima comprensione della condizione umana in rapporto con la natura.
Sta in questa tensione primaria il senso profondo delle opere di Dirnaichner. Uno svelamento lento e meditato di sedimenti connessi allâeterno ciclo della vita e della morte, composto da codici e materiali di diversa provenienza, reperiti nel suo viaggio alla scoperta dellâessenziale e alla ricerca dei processi di trasformazione attraverso, lontano e fuori dallo spazio. â
In Salento la natura è forte; se usi la terra, la materia diventa colore. I colori sono puri, naturali, non complementari, hanno una forza interioreâ, afferma lâartista.
La trasparente bellezza di questo sguardo alle â
terre del Salentoâ sembra pacificare la volontĂ dellâartista di sfidare la natura, soddisfacendo il suo desiderio di esserne allâinterno e vivendo una tenera pacificazione.