“L’importanza del simbolo è legata all’esigenza di scoprire, esprimere ed evocare, al di là del dato specifico, misteriosi e profondi significati dell’animo umano o le sfaccettature che in esso si adombrano”. (Andrea Guerzoni)
“Sono oggetti d’uso. Li ho sempre visti così, con la carica di sgomento e di erotismo che introducono nella vita domestica. Ho sempre amato gli oggetti e le situazioni che venivano rifiutati”. In queste parole di Rama è contenuto tutto il significato che tale collezione, una minima parte di quella attualmente presente nella casa dell’artista, rappresenta all’interno del mondo che ne ha animato pensieri ed opere lungo decenni di attività: gli oggetti, spesso presi in carico nel loro essere materiale di scarto, portano con sé tutta la carica del vissuto che li ha visti protagonisti, evocano in modo deciso sia la vita che l’arte di cui sono stati attori, portando con sé un carico di esperienza trascurato.
L’operazione di Guerzoni, se da una parte ricolloca tali oggetti all’interno di un’esposizione che ne sottolinea la valenza simbolica, dall’altra si impegna nell’evidenziare punti di contatto artistici e concettuali tra i due: al di là delle evidenti riprese iconografiche di opere quali Eros -serie di matite su carta musicale-, attraverso una serie di opere pittoriche e grafiche personali il giovane artista torinese pone in essere una comunanza di riferimenti ad un mondo surrealista in bilico tra la provocazione disturbante (si dovrebbe forse dire conturbante, si vedano opere quali I presagi di Birman o gli oggetti esposti nel Palco allestito dal giovane artista) e poetica espressione di un’innocenza giovanile perduta ma sempre presente nella vita dei due protagonisti.
Ecco così la casa di Rama prendere forma e vita, ed insieme ad essa le suggestioni che da sempre ha rappresentato per chiunque gli abbia fatto visita. “L’arte restituisce tutto” recita un aforisma di Carol Rama ripreso in uno scritto di Guerzoni: nella capacità evocativa di una collezione di oggetti e nella forza artistica di un confronto tra universi concettuali comuni, la stupenda “ossessione” del giovane artista si materializza, restituendo a Carol Rama quella luce tanto ricercata fin dal titolo della mostra.
andrea d’ammando
mostra visitata il 2 novembre 2011
Palazzetto Art Gallery
Via delle Botteghe Oscure 34
00186 Roma
Dal sabato 29 ottobre 2011
al mercoledì 30 novembre 2011
Orari:
mar/sab h. 10.00/19.00; orario continuato; lun chiuso
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