Dopo il restauro, la luce. Non solo quella dei ritrovati colori quattrocenteschi, ma anche quella dei riflettori della critica e del pubblico italiano e straniero che, a Montefalco (Perugia), presso il suggestivo spazio della chiesa-museo di San Francesco, può ora ammirare gli affreschi di Benozzo Gozzoli (1420-1497) e tante altre opere dell’artista fiorentino, in un allestimento essenziale e “leggero”.
Il sottotitolo della mostra recita “Allievo a Roma, maestro in Umbria”: Gozzoli, per molti anni ritenuto soprattutto un frescante, viene oggi, infatti, rivalutato – e riscoperto – nel suo status di maestro, ossia nella capacità che ebbe, a partire dagli anni ’50 del Quattrocento, di crearsi una bottega, mettendo in pratica tutto quello che aveva imparato a Firenze e a
Diviso in sezioni cronologiche, il percorso espositivo si snoda all’interno della piccola chiesa a partire da Le botteghe dell’Angelico e di Benozzo: qui viene indagato il rapporto tra l’allievo ed il maestro, e la grande influenza che questo ebbe sul Gozzoli negli anni della sua formazione. Le opere di questa prima sezione appartengono alla fase giovanile della produzione artistica di Benozzo: il manoscritto con il Vaticinia Pontificum, della British Library di Londra; e la Madonna del baldacchino, per citarne alcune. Dell’Angelico, si trova qui il bellissimo e luminoso Volto di Cristo.
La seconda sezione, Benozzo da Roma a Montefalco, documenta il passaggio dell’artista attraverso diverse esperienze – la decorazione del Duomo di Orvieto con l’Angelico nell’estate del 1447; la realizzazione di quattro cicli di affreschi nei Palazzi Vaticani e nella Basilica di San Pietro, di cui restano solamente quelli
Concludono la mostra opere che documentano gli anni Dal 1453 al 1460, come la Pala della Sapienza nuova, una tavola eseguita nel 1456 per il Collegio della Sapienza Nuova, voluta dal vescovo Benedetto Guidalotti: il dipinto raffigura la Madonna col Bambino e i Santi Pietro apostolo, Giovanni Battista, Girolamo e Paolo apostolo; e la Predella della Purificazione, ricostruita per la prima volta nei suoi cinque elementi dispersi in altrettanti musei.
Disegni preparatori, schizzi, rapide tracce di biacca su foglio, alternati a dipinti ed affreschi, danno infine dell’attività di Benozzo Gozzoli un esempio completo ed esaustivo, mostrandone l’abilità, ma anche la freschezza e molteplicità di soluzioni.
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Riccardo Belotti
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