Categorie: altrecittà

Fino al 7.X.2018 | Unico e Ripetibile. Arte e Industria nelle Collezioni di Massimo De Carlo | Triennale di Milano |

di - 26 Settembre 2018
Oltre 100 oggetti selezionati da una raccolta ben più ampia del potente gallerista Massimo De Carlo, guru dell’arte contemporanea e protagonista internazionale, per la prima volta esposti al primo piano nella sala chiamata “Impluvium” della Triennale di Milano, intrecciano storie del Novecento, caratterizzano la mostra intitolata “Unico e ripetibile. Arte e industria nelle collezioni di Massimo De Carlo” (fino al 7 ottobre), a cura di Edoardo Bonaspetti.
L’esposizione apre riflessioni sul dialogo e le contaminazioni tra l’arte e il design, presenta le ceramiche prodotte a Wieimer nell’ambito del Bauhaus tra il 1919 e 1933, che il gallerista raccoglie da più di vent’anni, decorati con stencil e pittura a spruzzo, per lo più piatti di portata estremamente raffinati che riproducono in superficie le forme astratto geometriche, come una testimonianza del gusto Art Déco, e più in generale di un concetto di estetica democratica applicata ai prodotti industriali destinati alla massa, che dovevano essere  ‘belli e utili’. Incanta la serie di celebri ricami di lettere di Alighiero Boetti (1940-1994) precursore dell’arte relazionale o partecipata, realizzate da artigiani afgani a Kabul con una tradizionale lavorazione della stoffa, di svariate composizioni cromatiche. Alcuni ricami sono meno note al grande pubblico, tutti mettono in discussione il ruolo dell’artista, di unicità e di serialità, ripetitività e paternità dell’opera d’arte, invitano lo spettatore a interrogarsi sul significato di autorialità e di unicità dell’opera nell’ambito della collezione del gallerista, ideata per creare “interferenze” visive e cognitive tra arte e design.

Unico e Ripetibile. Arte e Industria nelle Collezioni di Massimo De Carlo, foto di foto Gianluca Di Ioia, La Triennale di Milano

Sono una chicca anche la serie esilarante di manifesti (dagli anni ’60 agli anni’90) del grafico, designer, educatore italiano AG Fronzoni,  nome d’arte di Angiolo Fronzoni (Pistoia 1923- Milano 2002) realizzati per promuovere esposizioni, inconfondibile quella ideata per la mostra di Lucio Fontana del 1966,  incontri culturali, appuntamenti politici, in cui il colore, il carattere tipografico, determinano composizioni impeccabili, essenziali, senza sbavature eccentriche o ridondanti, minimaliste, contro il superfluo. E’un segno riconoscibile dell’ortodossia grafica dell’autore all’insegna del celebre locuzione in lingua inglese “Less is more”, la filosofia del meno è di più, coniata dall’architetto tedesco Ludwing Mies van der Rohe, traslata nell’architettura e nel design  di ieri e di oggi e nella vita di tutti i giorni, in cui etica ed estetica coincidono.
I tre differenti nuclei di oggetti si relazionano grazie all’intelligente allestimento da manuale, a cura di Matilde Cassani, rigorosa nell’impaginazione matematica dello spazio espositivo, puntando su strutture portanti elementari, e insieme innovativa nella scelta dei materiali. Efficace l’introduzione discreta e non invasiva di superfici specchianti qua e là,  risolti in soluzioni formali da vedere più che da raccontare, che attiva sguardi  dinamici sugli oggetti esposti su piani  lineari, che seppure suddivisi in tre sezioni distinte, narrano come una collezione privata possa evidenziare codici di bellezza  universali, immediatamente condivisibili dal grande pubblico oltre il tempo e lo spazio, capaci di superare  barriere culturali e geografiche, perché l’arte è una prassi di libertà. In questo caso l’opera è soprattutto l’allestimento che invita lo spettatore a rinegoziare il rapporto tra oggetti che presentano espressioni diverse della creatività, in cui  l’arte, alla Triennale, è da intendersi come una riflessione sulla cultura del progetto che prende le mosse dall’intersezione con oggetti dinamici e non museificati, come purtroppo spesso accade nelle mostre del presente.  Da vedere!
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata l’11 settembre
Dal 12 settembre al 7 ottobre 2018
Unico e Ripetibile. Arte e Industria nelle Collezioni di Massimo De Carlo
La Triennale, Viale Alemagna, 6, Milano.
Orari:  da martedì a domenica,  ore  10.30  –20.30
Info. www.triennale.org

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Cosa sta succedendo nel sistema dell’arte contemporanea cinese? Le risposte dalla Gallery Weekend Beijing

Era del post-boom, edifici museali monumentali e uno sguardo sempre più rivolto alla propria storia interna: i primi dieci anni…

24 Maggio 2026 17:26
  • Mostre

Tra artificio e natura: la fontana di Laurent Le Deunff da pianobi a Roma

Laurent Le Deunff in residenza e in mostra presso pianobi, ha realizzato un’opera site-specific, ossia una fontana raffigurante una marmotta…

24 Maggio 2026 16:45
  • Mostre

Quella di Marina Abramovic a Venezia non è una semplice retrospettiva

Partecipazione emotiva, dimensione spirituale: le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano per la prima volta il lavoro di un'artista vivente. E…

24 Maggio 2026 15:00
  • Fotografia

Kyoto laboratorio di fotografia: le mostre più interessanti che abbiamo visto al KG+

A Kyoto il festival KG+ presenta un ricco programma con oltre cento artisti e una costellazione di mostre dedicate alla…

24 Maggio 2026 14:30
  • Arte contemporanea

La prima mostra prodotta da Casa Sanlorenzo a Venezia è un omaggio alle onde del mare

La mostra inaugurale trasforma l’onda in una metafora di equilibrio instabile e cambiamento, segnando l’esordio veneziano di Sanlorenzo Arts con…

24 Maggio 2026 14:00
  • Libri ed editoria

I meme ci hanno già sconfitti oppure sono l’unica arma che ci rimane?

Una riflessione che parte dal saggio del teorico e critico d’arte Mike Watson per addentrarsi nelle controculture digitali e documentare…

24 Maggio 2026 13:00