Giunto al suo consueto appuntamento annuale, il premio Artista dell’anno, ideato da Renato Barilli, è stato riconosciuto alla bolognese Sissi, protagonista di una mostra monografica nella doppia sede a Belluno e Cortina d’Ampezzo. Nata nel 1977, vincitrice di tre premi di rilievo (il Furla, l’Alinovi e il Silvestroni) la giovane artista ha al suo attivo mostre collettive in diversi musei e una prestigiosa personale al MACRO di Roma, tenutasi nel 2004-2005. Sissi rappresenta a pieno una tendenza diffusa nella nuova generazione di artisti, caratterizzata dal recupero di modalità tecniche artigianali. Un ritorno alla manualità dopo le meditazioni post-concettuali di qualche anno fa, dove alla rivisitazione di motivi decorativi e ornamentali corrisponde una materia organica, pulsante e viva, in armonica simbiosi con il regno animale e vegetale. Il tutto senza rinunciare ad una forte componente performativa, come dimostra l’utilizzo costante di mezzi quali foto e video.
La sede espositiva di Palazzo Crepadona accoglie il visitatore con Macchie, parete ricoperta da motivi variegati fatti di scottex dipinto con tinte coloratissime, come corolle di fiori tropicali.
Secondo mezzo piano è invece una scala coperta da una fitta maglia rossa di scubidou in cui l’artista si nasconde come un insetto, facendone una seconda pelle, in una fusione erotica tra organico e inorganico, corpo e natura.
Questa technè , ricca di richiami sensibili, è alla base di una poetica della femminilità mai nascosta, anzi valorizzata proprio attraverso la rivalutazione di pratiche artigianali tipicamente muliebri. In questa direzione va letto anche il filo da pesca lavorato all’uncinetto di Vetroninfea, isoletta galleggiante sulla quale l’artista è solita apparire addormentata come una divinità acquatica. O l’ormai famosa gonna-patchwork di camere d’aria, forse ironica parodia, in chiave iperbolica e kitsch, degli abiti sfarzosi della sua omonima principessa asburgica.
Una continua fascinazione per i materiali eterogenei, dunque, che procede per accumulo, selezione e decontestualizzazione degli stessi, creando manufatti che diventano estensione del corpo e allo stesso tempo alveo materno e rifugio. Luoghi da abitare, rendere propri. Come dimostra Nidi, la serie di opere esposte alla Galleria Civica di Cortina d’Ampezzo.
Realizzati attraverso l’intessitura di fitte trame di rattagan, un bambù indonesiano il cui midollo resistente e flessibile è ottimo per la creazione di forme simil-organiche, i nidi di Sissi si colorano di strisce di variopinti fogli da cucina ipotizzando architetture possibili e futuribili, ancora una volta in perfetta armonia tra mondo naturale e artificiale, tradizione artigianale e moderna tecnologia.
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secondo me Sissi non è un'artista da meritarsi tutta questa attenzione. IL recupero delle tecniche artigianali è ormai una banalità. Confrontata con altri artisti internazionali sarebbe una tra i tanti
Per criticone:
a volte credo che la gente nasca piena di coraggio.Chi non ha coraggio usa la propia frustazione per ocercare di danneggiare gli altri(...).
Brava Sissi, ti tengo d'occhio.
Sono daccordo con Sig.Tramezzino...frustazzioni,gelosie,e poca capacita` di comprendere portano alla incomprensione e all'ingnoranza...immagino che l'arroganza voli alta nel "vostro"EGO... Complimenti Sissi ottimi lavori veramente innovativi.Pino Cherchi