Nella progettazione si è cercato di evitare che il visitatore presti maggiore attenzione all’allestimento piuttosto che alle opere.
Il risultato è una struttura museale all’avanguardia, realizzata con tecnologie altamente innovative e, indubbiamente, una delle più belle delle Marche.
La visita inizia con la pinacoteca, dove sono raccolte opere – dipinti, sculture, stampe e disegni – provenienti dal territorio di Pergola.
I dipinti, su tavola e su tela, coprono un arco temporale fra il XIV ed il XVIII secolo e rappresentano, in modo significativo, la magnificenza del patrimonio pittorico della città dell’entroterra pesarese.
La pinacoteca è particolarmente ricca, anche perché sono esposte numerose opere provenienti dalle chiese di Pergola danneggiate dal sisma del 1997.
Molte le scuole presenti: marchigiana (Pompeo Morganti, Ercole Ramazzani, Giovanni Antonio Scaramuccia, numerose tele della cerchia di Federico Barocci), veneta (Palma il Giovane, “Il Veronese” Claudio Ridolfi), bolognese (Lavinia Fontana, Giacomo Francia), romana, umbra (rilevanti i “Crocifissi” del XIV secolo, in tempera grassa su tavola, di Mello da Gubbio e di uno pseudo Guido Palmerucci).
Da non dimenticare, inoltre, la stupenda “Madonna della Ghiara e San Giorgio” del francese Jean Boulanger, brillante allievo di Guido Reni e noto fra gli amanti dell’arte per il grande lavoro di decorazione del Palazzo Ducale Estense di Sassuolo, mentre sono molto rari suoi dipinti su tela.
La sezione delle sculture comprende un San Rocco datato 1528, in legno policromo, proveniente dalla bottega del Maestro di Magione ed un prezioso altorilievo in stucco, raffigurante un’opera del bolognese Alessandro Algardi.
Per gli appassionati di numismatica nel museo è esposta un’interessantissima collezione di monete (238 pezzi, molti di questi classificati come “rari” e “molto rari”).
Il percorso espositivo prosegue nella sezione archeologica e termina con la visita ai “Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola”, reperti archeologici unici al mondo e fiore all’occhiello del museo.
Il gruppo bronzeo – ricomposto mediante il riassemblaggio di 318 frammenti di varie dimensioni – è formato da quattro personaggi, due maschili a cavallo e due femminili, che probabilmente vennero interrati nel 30 a.C. colpiti dalla damnatio memoriae (la cancellazione di ogni memoria), a causa del sospetto di complotto nei confronti dell’imperatore Tiberio.
I componenti del gruppo bronzeo potrebbero essere, infatti, Nerone Cesare (figlio di Germanico), il fratello Druso III, Agrippina Maggiore (madre di entrambi) e Livia (moglie di Augusto e madre di Tiberio e Germanico).
Gli studi più recenti tendono a identificare nei personaggi i componenti di una famiglia d’alto rango del terzo venticinquennio a.C. in qualche modo legata alle Marche. Le sculture sono esposte diagonalmente, sopra un basamento che ripropone una visione dal basso verso l’alto, simile a quella originaria e permette di cogliere la finezza dei particolari decorativi. L’imponente apparato tecnologico propone soluzioni innovative, specialmente nella realizzazione della “tenda d’aria” che garantisce il microclima ideale per la conservazione dei “Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola”.
Maggiori informazioni sui Bronzi Dorati e sulle tante altre opere esposte nel Museo di Pergola, è possibile ottenerle direttamente nel sito ufficiale, raggiungibile all’indirizzo:www.bronzidorati.com
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