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satira | Forfora- Cavalieri dell’Arte

di - 27 Marzo 2002

Il mondo dell’arte è costellato di strani, particolarissimi personaggi. Di originalissime istituzioni e associazioni d’ogni genere. Di enti, fondazioni e gruppi. Di editori e tenutari di siti Web. Chi si muove nell’ambiente, intraprendendo le faticose e impervie strade della pratica artistica, nel tentativo di divulgare il proprio operato dà un addio definitivo alla privacy divenendo preda di ogni genere di approccio, contatto, missiva. La buca delle lettere si colma di buste di ogni grandezza e formato, di depliant e cataloghi. Il telefono di casa o il cellulare squillano in continuazione. Inaugurando una mostra o facendo una fiera, i ruoli si invertono: non sei tu a vendere i quadri ma i visitatori che cercano di venderti spazi pubblicitari sulle riviste o uno stand in qualche mostra mercato. In quest’ultimo frangente quasi sempre vengono adottate armi suadenti e a volte sfacciate: a proporti l’affare, nel 90% dei casi è una gnocca di lusso che si presenta agghindata come una mannequin pronta per una sfilata (della versione maschile riservata alle artiste non vi so riferire, dato che non mi è mai capitata).
Ecco allora un famoso ente fieristico di Montecarlo riferirvi che “Dopo accurata ricerca, tra gli artisti in grado di ben figurare in mostre internazionali di grande prestigio Lei è risultato tra i pochi selezionati dal nostro comitato del quale fanno parte anche galleristi e critici di grande rilievo e cultura e pertanto ci pregiamo di invitarLa a partecipare…L’attenzione è posta su un’adesione immediata che porterebbe vantaggi smisurati: Euro 1008, praticamente due milioni di lire, anziché 1.679 Euro, cioè tremilioniduecentocinquantamilalire!!! E tre comode rate da 336 Euro. Stupendo. Le foto della bellissima brochure mostrano dei bugigattoli di stand della grandezza spropositata di mt. 3 X 1. Anche solo un paio dei miei quadri non ci entrerebbero.
Molti depliant riguardano le gallerie che “affittano muri”. Innumerevoli, agguerrite e iperattive. differenziano la proposta inglobando editoria e spazi sul Web. In un colpo solo vi inseriscono nella “Grande Enciclopedia dell’Arte”, vi offrono 12 mesi di inserimento su internet e “Non dovete versare alcun importo. È richiesta soltanto la prenotazione di una copia da pagare in contrassegno al prezzo ridotto di 150.000 lire (comprese spese di spedizione!). Non è fantastico? In alternativa vi offrono di partecipare alla rassegna “Nuove proposte”: 50 euro a quadro, max 6 quadri, 12 giorni di mostra, provvigione sulle vendite 15%, pergamena-attestato per tutti. La galleria, pur assicurando la massima cura delle opere etc. etc. Etc. Non è finita. Se volete, vi portano alla fiera, al modico prezzo di 150 euro ad opera che, vi specificano sul modulo di partecipazione, potranno essere fino ad otto e verranno sistemate in doppia fila su una paretina di 4 metri di lunghezza! (Con i vostri 1200 euro si pagano praticamente tutto lo stand e il resto se lo mettono in saccoccia).
Ma ora, un paio di chicche. Nella prima, un esimio Dottore in “non si sa cosa”, critico d’arte, dopo aver notato sulle apposite pubblicazioni (?) il vostro lavoro e averlo visitato nelle più qualificate manifestazioni d’arte (??) vi ha insigniti del 1° premio Modernart e per l’occasione vi comporrà una critica d’arte a suo nome, al modico prezzo di 130 euro.
Ed eccoci al clou. Sempre lui, lo stimassimo Dottore Critico d’Arte, per lo stesso modico prezzo di 130 euro, vi proietta nell’empireo dell’arte, nominandovi “Artista dell’anno” con titolo di “Cavaliere dell’Arte” con la seguente motivazione: “È l’alta onoreficienza (testuale) che abbiamo voluto conferire a quegli Artisti che, come lei, grazie al loro lavoro hanno e continuano ad offrire con fervore e amore per l’Arte, immagini ricche di vita e colori, apportatrici di storici momenti che nella condivisione della realtà aumentano e valorizzano quel panorama già esistente e che voluti da nobili e sensibili anime nel corso dei secoli ne hanno fatto il carattere delle civiltà”.
È bellissimo. È bellissimo. È bellissimo. Ciao.

Bruno Panebarco

[exibart]

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