Categorie: around

Anche proteggere è un’arte

di - 19 Ottobre 2001

“Che cosa sono le Opere della bellezza se non raggi del divino?”. Questa frase di Benedetto Croce può essere considerata a buon diritto il motto dell’Osservatorio Permanente per la Protezione dei Beni Culturali ed Ambientali in area di crisi, un’istituzione italiana che mai come in questi tempi sta riscoprendo il suo ruolo fondamentale. Nata nel 1999 a Napoli nell’ambito dell’I.S.F.O.R.M., Istituto per lo sviluppo, la formazione, e la ricerca nel Mediterraneo, l’Osservatorio, diretto dal prof. Fabio Maniscalco docente di Tutela e valorizzazione dei beni culturali in aree mediterranee presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha come scopo principale la protezione del patrimonio artistico e culturale di nazioni in crisi o in conflitto. La sensibilizzazione di stampa e opinione pubblica sulle questioni inerenti la tutela dei beni culturali si esplica mediante diversi tipi di intervento: monitoraggi continui, pubblicazioni scientifiche, promozione di dibattiti e convegni, collaborazione con organizzazioni, Università ed altri enti pubblici. In questo momento, l’Osservatorio sta per divulgare un grosso volume sui beni culturali in area di crisi. Un’azione che ha il suo fiore all’occhiello nella creazione di una grandissima Banca dati sulla situazione del patrimonio culturale delle nazioni monitorate. Un esempio? Sino ad oggi gli interventi dell’Osservatorio si sono registrati a Sarajevo (1995/1996), in Bosnia-Erzegovina (1996/1997), Albania (1997/1998), Repubblica Federale Jugoslava (1999), in Kosovo (2000). In Italia, l’Osservatorio ha invece indagato sulle opere trafugate a Napoli da chiese, musei e siti archeologici a partire dal 1945 ad oggi stilandone un inventario. Un impegno, dunque, a più livelli, che ha preso corpo soprattutto nei Paesi dell’Est europeo, martoriati negli ultimi dieci anni da conflitti che hanno messo a serio rischio la sopravvivenza, non solo delle popolazioni locali, ma anche delle numerose e straordinarie, a volte dimenticate, testimonianze artistiche autoctone. In particolare, sul territorio di Sarajevo, che fino al 1991 era considerata la “Gerusalemme dei Balcani” per la forte presenza di chiese ortodosse e cattoliche, di sinagoghe e moschee, sono stati effettuati numerosi monitoraggi che hanno documentato lo stato delle opere d’arte della città durante e dopo il periodo bellico. La Banca dati dell’Osservatorio è dunque ad oggi in possesso di un’enorme quantità sia di materiale video-fotografico, che di schedature di beni mobili e immobili italiani ed europei. L’azione, naturalmente, continua. Dove? Lo chiediamo al prof. Fabio Maniscalco, autore non solo di importantissime pubblicazioni in materia di protezione di beni culturali, ma anche di alcuni video-reportage. “Molto tempo prima che scoppiasse il conflitto, volevamo andare a monitorare i beni culturali in Afghanistan. Infatti, eravamo al corrente sia della distruzione di alcune opere, sia della trafugazione a scopo di lucro, da parte dei Talebani. Adesso chissà fra quanto tempo potremo andarci. Ma – precisa il professor Maniscalco – la nostra attività ha carattere prettamente scientifico e non politico: quello che facciamo, non è altro che far rispettare il Diritto umanitario internazionale, diritto che si estende, dopo le persone fisiche, ai beni culturali, alle opere d’arte”.

Cinzia Tedeschi



Osservatorio Permanente per la Protezione dei Beni Culturali e Ambientali in area di crisi
c/o Presidenza della Scuola di Studi Islamici dell’Istituto Universitario Orientale, via Melisurgo 44 – Napoli, tel. 081/5517840, fax 081/5511369, e-mail osservatoriobc@tin.it



[exibart]

Visualizza commenti

  • "La sensibilizzazione di stampa e opinione pubblica sulle questioni inerenti la tutela dei beni culturali si esplica mediante diversi tipi di intervento: monitoraggi continui, pubblicazioni scientifiche, promozione di dibattiti e convegni, collaborazione con organizzazioni, Università ed altri enti pubblici."
    Potremmo chiarire la differenza tra tutela e valorizzazione? credo sia un argomento da approfondire.. grazie!

  • Comunico che in sintonia con il vostro programma, in questi giorni a Roccasecca (FR) ho inaugurato un corso di formazione per Rilevatori e Catalogatori di beni artistici e archeologici per 80 giovani di diplomati e laureati impegnati nella salvaguardia del grande patrimonio dei comuni del Basso Lazio e che per la maggior parte è misconosciuto.
    Collaborano con me nella realizzazione studiosi e docenti impegnati in queso delicato settore.
    Prof. Giovanni D'Orefice

Articoli recenti

  • Mostre

A Venezia, le fotografie di Man Ray ci riportano alla Biennale del 1976

A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…

12 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

exibart 131 contro l’arroganza, il pregiudizio e il gossip a tutti i costi

L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…

11 Febbraio 2026 20:41
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Lione 2026 si riscoprirà l’economia poetica di Robert Filliou

Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…

11 Febbraio 2026 16:26
  • Mercato

PRIVATE VIEW. Promuovere l’arte secondo Banco BPM

Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…

11 Febbraio 2026 13:54
  • Fotografia

Sentire l’altro con delicatezza, nelle immagini sensoriali di Betty Salluce

Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…

11 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Respira, scioglie e ritorna. Il progetto inedito di William Kentridge al MAXXI di Roma

Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…

11 Febbraio 2026 13:17