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fino al 1.X.2006 | Arman | Nizza, Mamac

di - 11 Luglio 2006

Se ci fosse un sottofondo musicale sarebbe una sinfonia di oggetti scaraventati, il sound della distruzione, l’eco della collera, il vagito della fiamma ossidrica, la vibrazione delle bretelle intinte nel colore e scaraventate sulla tela. Con in più un’autentica marcia nuziale, incoraggiante nella sua consapevole ripetitività. Questa sarebbe la traduzione sonora delle opere di Arman (pseudonimo di Armand Pierre Fernandez, 1928-2005), cui il Mamac di Nizza dedica un omaggio in occasione della recente scomparsa.
Una settantina di opere che ripercorrono le tappe salienti della carriera dell’artista, nativo proprio di Nizza, come lo era pure Yves Klein -suo coetaneo e amico fin dalla giovinezza- con cui condivise l’amore per le arti marziali e l’avventura del Nouveau Réalisme (il Manifesto firmato il 27 ottobre 1960 anche da Dufrêne, Hains, Raysse, Spoerri, Tinguely, Villeglé e Restany è in mostra nella sala che il Museo dedica a Klein). Proprio per le nozze di Yves Klein, Arman realizzò le opere Portrait-Robot d’Yves Klein e Portrait-Robot de Routraut: due scatole trasparenti in cui sono assemblati gli abiti, gli accessori e alcuni frammenti di intimità indossati da Yves e Routraut il giorno del matrimonio, nel 1962.
Questa mostra –Arman. Subida al cielo (il titolo viene dall’omonima opera del 1961, una delle prime in cui l’artista sezionava un contrabbasso riassemblandone i pezzi su un pannello rosso)- è stata preceduta nel 2001 da una grande antologica e, nel 2004, dalla realizzazione di un’installazione su una delle facciate interne del Mamac: Camin dei Inglese, un’accumulazione di sedie azzurre provenienti dalla Promenade des Anglais.
Il percorso inizia con un gruppo di lavori grafici poco conosciuti del 1956-57, anzi addirittura quattro prettamente gestuali, datati 1953-54, del tutto inediti. Come spiega Pierre Padovani del Mamac l’artista non li aveva voluti nella mostra del 2001, “eppure sono interessanti perché rappresentano il punto di partenza del suo percorso.” Arman subì anche il fascino di Jackson Pollock (esplicito in un’opera come Allure aux bretelles, realizzata nel ‘59 intingendo, appunto, le bretelle nel colore e sbattendole violentemente sulla tela). “Ma vengono in mente anche i Futuristi, soprattutto nelle scomposizioni degli strumenti musicali. L’idea della rappresentazione del movimento così cara ad esempio a Boccioni, ma anche a Man Ray, Duchamp…”, afferma Padovani, davanti alle varianti degli strumenti musicali segati o incendiati, riassemblati sulla tela o inglobati nel cemento o nella resina. Tra le opere anche accumulazione di pezzi di automobili Renault, come alettoni metalliche o anche un prototipo di legno del 1968. Ci sono, poi, colate di pittura nella resina, accumulazioni, compressioni, inclusioni, bruciature…
Si sa che il Nouveau Réalisme è visto come la risposta europea alla Pop Art americana, ma sottolinea opportunamente Padovani, la differenza sta nel modo di considerare l’oggetto, lì quasi sublimato, idolatrato in quanto primo attore del consumismo, qui invece, restituito alla sua identità e mostrato così com’è, senza alcuna idealizzazione.
Qualche piano più su sono esposte altre opere di Arman che fanno parte della collezione permanente del Mamac, tra cui la celebre Poubelle (1969) -dedicata a Andy Warhol– in cui una teca di plexiglass trasparente custodisce per l’eternità lattine, scatole di cibi per gatti, bottiglie, vasetti di maionese. Un vero e proprio campionario di spazzatura.

manuela de leonardis
mostra visitata il 4 luglio 2006


Arman. Subida al cielo – a cura di Gilbert Perlein
Nizza, MAMAC – Musée de l’Art Modeirn et de l’Art Contemporaine
Promenade des Arts – Orario mart.-dom. 10-18 (chiuso lun.)
Biglietto intero € 4 – ridotto € 2,50 – per informazioni tel. +33(0)497134201 mamac@ville-nice.frwww.mamac-nice.org – Catalogo in mostra


[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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