Il Caixaforum di Barcellona è la seconda delle tre tappe previste per la mostra antologica di Lucian Freud (Berlino, 1922. Vive a Londra). Organizzata dalla Tate Britain di Londra, dove è rimasta da 20 giugno al 22 settembre, sarà a Los Angeles al The Museum of Contemporary Art dal 9 febbraio al 25 maggio del 2003.
Questa di Barcellona costituisce dunque l’ultima tappa europea e un’occasione unica per conoscere l’arte
Nato ottanta anni fa, Freud si trasferisce con la famiglia in Inghilterra nel 1933 a ridosso della presa di potere da parte di Adolf Hitler. Qui, seguendo un percorso coerente, vive una maturazioe estetica centrata nella descrizione e riproduzione della realtà , una realtà che è superfice e profondità vertiginosa insieme. I quadri di Freud sono celle di una prigione dalla quale nessuno può scappare: la vita. Corpi nudi che sembrano morti, occhi sgranati che fissano il vuoto, alcuni oggetti, pochi e funzionali alla definizione di questo spazio esistenziale, sono il vocabolario di un grande pittore individualista, la cui arte sembra essere “una relazione privata”, che riguarda però, alla fine dei conti, tutti. Non c’è spazio per la bellezza, per la grazia, non c’è spazio neanche per la riflessione sociale. Freud si muove dentro un’estetica del corpo controcorrente, creando icone di disperata opulenza, di molle disfacimento, di abbandono di qualsiasi tic voyeuristico . E lo fa sempre, come egli stesso ammette a partire dalla pittura, a partire dal colore pastoso che lavora direttamente sulla tela, modellando, come fossero creta, le figure.
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una mostra veramente bella
La mostra è molto bella ma della semplicistica recensione non posso dire altrettanto.
Adoro Lucian Freud, ho potuto vedere dal vivo solo poche delle sue opere e mi sono persa questa sia a Londra che a Barcellona, per cui invito chi può ad andare subito ad ammirare le opere di questo grande artista. Nadia Fantuzzi
P.S. la notizia qui riportata è del tutto dignitosa, certo vorrei che a Freud si dedicasse più spazio!