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fino al 13.III.2011 | Mœbius | Paris, Fondation Cartier

di - 16 Febbraio 2011
1970: Jean Giraud
(Nogent-sur-Marne, 1938) alias Gir,
autore di Blueberry (1962), western
tradizionale creato con Jean-Michel
Charlie
, si reinventa una nuova personalità, quella del mitico Mœbius, che al contrario di Gir è
estroso, sognatore e appassionato di fantascienza.

La mostra alla Fondazione Cartier è anche un
percorso di vita, che vede in Mœbius la chiave di volta della storia del
fumetto per adulti: “Una storia non deve avere per forza
la forma di una casa, con una porta per entrare, delle finestre per guardare…
Si può benissimo immaginare una storia a forma d’elefante
”.

Fautore di un nuovo universo grafico, Mœbius è cofondatore della casa editrice Les
Humanoïdes Associés e della rivista Métal Hurlant, che accolse, tra il 1975
e il 1976, 35 tavole a colori del primo album di Arzach, cinque storie corte senza dialogo, didascalie e balloon, in
cui disegna direttamente a colori, abbandonando l’impostazione del colore
stesso su tavole in bianco e nero.

L’esposizione, che si divide in due parti, ripercorre
l’universo iconografico attraverso disegni inediti, dipinti, aneddoti e
interpretazioni sonore di un artista che ha influenzato negli ultimi trent’anni
l’universo della fantascienza.

La prima sezione è dedicata alla storia delle
storie dal realismo in Blueberry, a Inside Mœbius, una serie di
autoritratti, caricature introspettive dal tocco umoristico, al Maggiore Grubert e all’astronave Ciguri in Il Garage Ermetico (1979), presente per la prima volta Il diario del Maggiore, alle avventure
del detective John Difool (1980),
serie fantascientifica ribattezzata L’Incal
nel 1998 e scritta da Alejandro Jodorowsky, al guerriero extraterrestre Arzach, in cui spicca la tecnica
d’inchiostrazione di alcune tavole, fino ad
arrivare a Stel e Atan, a
bordo del vascello spaziale Piramide.Da quest’ultimo è tratto La planète encore, un film di animazione in 3d realizzato da Mœbius
e Geoffrey Niquet, in esclusiva alla
Fondazione Cartier, mentre è proiettato in anteprima Metamœbius, un documentario su Giraud realizzato da Damian Pettigrew.

Giraud definisce la sua opera un big-bang da cui, tra caos e
materia informe, prende inizio ogni possibile trasformazione, ed è tra
metamorfismo, metaprocessi e metamorfosi che si sviluppa la seconda parte della
mostra. Esempio di una delle metamorfosi più singolari è la serie di disegni Éclosion (1975) sulla rinascita di un
uomo. Da scoprire il diario originale 40
days nel deserto B
, e un diario inedito e di prossima pubblicazione dal
titolo La fauna di Marte. I disegni
mostrano un gusto per la genetica, la trasformazione cellulare, con un punto in
comune: la natura.

Affascinato sin da giovane dalla macrofotografia, Mœbius
dipinge forme astratte che cala poi in contesti figurativi. Ma poi c’è il
deserto, la trance, il sogno ispirato agli scritti di Carlos Castaneda. E
allora c’è altro da vedere su Jean Giraud, Gir o Mœbius?

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mostra visitata il 10 novembre 2010


dal 12 ottobre 2010
al 13 marzo 2011

Mœbius –
Transe-Forme

Fondation Cartier pour l’art contemporain

261, boulevard Raspail – 75014 Paris

Orario: martedì ore 11-22; da mercoledì a
domenica ore 11-20

Ingresso: intero € 8; ridotto € 5,50;
gratuito mercoledì ore 14-18

Catalogo Fondation Cartier pour l’art
contemporain-Actes Sud

Info: tel. +33
0142185650; fax +33 0142185652; fondation.cartier.com

[exibart]

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