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fino al 14.I.2007 | Richard Wilson | Londra, Barbican Centre

di - 22 Novembre 2006

Qualsiasi istituzione artistica ospiti Richard Wilson (Londra, 1953) può imbattersi in una radicale trasformazione, se non addirittura in un serio danneggiamento, dei propri spazi espositivi. Del viscoso, nero e specchiante olio d’automobile può allagarne le stanze (20:50, installazione, 1987), una trincea può essere scavata nel pavimento per ospitare un tavolo da biliardo (Watertable, installazione, 1994), oppure pavimenti sopraelevati e fortemente inclinati possono ricoprire l’intera superficie calpestabile.
L’artista inglese, tuttavia, è capace di creare anche convivenze meno radicali e traumatiche tra scultura e architettura, non per questo meno efficaci. Le tre nuove sculture esposte al Barbican, nella sezione del Curve, sono in tal senso emblematiche. Il Curve è uno spazio espositivo dalla forma insolita, per l’esattezza un largo corridoio circolare, che l’artista ha voluto interpretare come la curva di una pista automobilistica, lungo la quale distribuire tre veicoli incidentati.
Il primo in ordine di apparizione è Meter’s running, un tradizionale taxi londinese attraversato da un capo all’altro da fori circolari di diametro variabile. Un’automobile su cui l’artista ha sperimentato attrezzi da scassinatore e non solo, e della cui giocosa distruzione viene fornita una testimonianza video.
Segue Hot Dog Roll, un caravan per la vendita di hot dog accartocciato su sé stesso in seguito ad un ipotetico incidente stradale. Più che contro un altro veicolo o contro un muro sembra però essersi scontrato col Merzbau di Kurt Schwitters. Ne riprende la spigolosa compenetrazione spaziale di piani e l’alternarsi di acuminate sporgenze e di caverne, il tutto condito con un pizzico di immancabile ironia. Trailer Trash, infine, è un caravan che ruota su sé stesso come un pollo allo spiedo, e anche in questo caso la scultura è accompagnata da un video.

Com’è stato già notato, un legame tra queste opere e la sede espositiva, seppur minimo, è comunque rinvenibile. Ma, se in molti lavori degli anni Ottanta e Novanta, l’architettura si fondeva a tal punto con installazioni e sculture da divenire essa stessa opera d’arte, in alcuni recenti lavori è soprattutto il rapporto tra scultura e video ad essere indagato.
Meter’s running e Trailer Trash ne sono una prova eloquente, continuando una ricerca avviata nel 2003 con un’opera dal titolo Butterfly. In Meter’s running la scultura si offre all’osservatore come un innocuo e immobile macro-giocattolo, mentre, per antitesi, il video svela il duro lavoro che sta alle origini di una simile opera. L’artista, grondante sudore e sporco di nero olio d’auto, trapana, salda, sega e assembla elementi metallici.
In Trailer Trash, al contrario, si ha una scultura in movimento e un video in cui invece non accade nulla di eclatante; quasi del tutto privo di movimento esso riprende l’interno di un caravan. In ambedue i casi proiezione video e scultura sono fisicamente separati, si nascondono a vicenda, se si osserva l’uno non si può fruire l’altro e viceversa. Ma la rete di relazioni che si viene ad instaurare è fittissima e numerose sono le situazioni paradossali che ne scaturiscono. Alcuni aspetti che la scultura non può esplicare, per intrinseci limiti linguistici, vengono epifanizzati dal video.

Come sottolinea il curatore Simon Morrissey, Richard Wilson vuole estendere l’esistenza della scultura in una quarta dimensione, quella del tempo e della narrazione, partorendo così un ibrido scultura-video imprevedibile e affascinante.

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Richard Wilson. 27 settembre 2006 – 14 gennaio 2007
Barbican Centre, Silk Street, Londra – Stazione metropolitana più vicina: Barbican – Ingresso gratutito – da lunedì a sabato 9:00 – 23:00, domenica 12:00 – 23:00 (possono subire variazioni) – tel. 0049 020 7638 4141
www.barbican.org.uk – a cura di Simon Morrissey
catalogo: edizione limitatissima, solo 60 copie, in vendita al prezzo di 250 sterline – Appuntamenti: Un dibattito tra Richard Wilson e Tim Marlow, curatore presso la White Cube, avrà luogo mercoledì 22 novembre alle 18.30, al Curve – Barbican Centre


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