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fino al 21.IX.2008 | Monika Sosnowska / Andrea Zittel | Basel, Schaulager

di - 18 Settembre 2008
Con gli occhi all’insù per apprezzare al meglio il mirabolante edificio progettato da Jacques Herzog e Pierre de Meuron, si potrebbe iniziare la visita alla mostra delle due artiste in terra svizzera sfogliando il catalogo concepito ad hoc da Monika Sosnowska (Ryki, 1972; vive a Varsavia). È una raccolta di fotografie e schizzi che la polacca ha realizzato a partire dal 2000 e che permettono di contestualizzare la sua opera monumentale e cementizia, nonché di evidenziarne l’“interesse per la tradizione modernista nel design e nell’architettura, che è pure la base del modernismo in epoca comunista”, come scrive la curatrice Theodora Vischer.
Con maggior consapevolezza si guarderanno poi i lavori peculiarmente (im)praticabili (Corridor, 2005/2008) e in scala 1:1 (2007/2008, visto al Padiglione della Polonia alla scorsa Biennale di Venezia) che occupano monumentalmente il piano interrato dello Schaulager. Nove in tutto, creati per l’occasione o adattati allo spazio espositivo, eccezion fatta per Untitled (2003), un sacchetto di carta contenente minuscole e abbozzate maquette di abitazioni.
Ad accomunarli è la deformazione concettuale, spaziale, funzionale di topoi letterali e metaforici che certo si possono ricollegare al modernismo, ma ben più indietro nel tempo pure alla geometria piana e alla fisica classica. Così un cubo d’acciaio si accartoccia, forzato da un risucchio inaudito (Senza titolo, 2006/2008), oppure un soffitto evidentemente inutile è mostrato soltanto per dimostrare che i gravi continuano a cadere (Rubble, 2006/2008). O che una sfera può non essere il solido perfetto, esibendo una bitorzoluta superficie in cemento, la cui armatura emerge disordinata e addirittura si allontana minacciosa verso le pareti dell’enorme sala (Concrete Ball, 2008).

Dai coniugi Hilla e Bernd Becherrevisited al mix up di anonimato e autobiografico – ch’è un po’ la condizione dell’uomo e della donna post-moderna, come insegna tanta letteratura contemporanea – proposto dalla californiana Andrea Zittel (Escondido, 1965; vive a Los Angeles).
Anche in questo caso, un catalogo d’artista che raccoglie gouache e illustrazioni su legno col commento dell’artista. Lavori in due dimensioni che sono pure esposti nella prima parte della mostra, seguiti dalle concrezioni tridimensionali. Certo, resta valido il discorso ormai piuttosto ecolalico che non si tratta di preparazioni alle sculture e agli oggetti, bensì di opere a tutti gli effetti degne d’attenzione autonoma. Allo stesso modo, i commenti dell’artista non sono meri statement, dato il noto interesse che riveste il linguaggio nel suo percorso creativo.

A dirla tutta, ciò che non convince appieno chi scrive è il lavoro di Andrea Zittel nel suo complesso. Poiché la tesi che qui si stia coniugando per l’ennesima volta il verbo dell’indistinzione – o, almeno, del confine sfumato – fra arte e realtà, scultura e architettura, arte e fashion design, illustrazione e cartellonistica comincia a perdere solidità e lucidità. E soprattutto è terribilmente noiosa.

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marco enrico giacomelli
mostra visitata il 6 giugno 2008


dal 26 aprile al 21 settembre 2008
Monika Sosnowska / Andrea Zittel – 1:1
a cura di Theodora Vischer
Schaulager
Ruchfeldstrasse 19 – CH-4142 Münchenstein/Basel
Orario: martedì, mercoledì e venerdì ore 12-18; giovedì ore 12-19; sabato e domenica ore 10-17
Ingresso: intero CHF 14; ridotti CHF 10/8
Cataloghi Steidl
Info: tel. +41 613353232; fax +41 613353230; info@schaulager.org; www.schaulager.org

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