Per il 50esimo anniversario del museo, la Fondazione
Guggenheim ha invitato per la prima volta uno degli artisti contemporanei piĂš
concettuali sulla scena internazionale. Noto per le sue opere di enormi
dimensioni esposte ormai in tutto il mondo, e onorato nel 1991 con il
prestigioso Turner Prize, Anish Kapoor (Bombay 1954; vive a Londra) presenta Memory (2008), 14esimo lavoro facente
parte dalla Deutsche Bank Series, commissionato dalla banca in collaborazione con la
Guggenheim Foundation per il Deutsche Guggenheim di Berlino.
Nato in India ma cresciuto a Londra, sin dagli anni â80 Kapoor
incentra la sua ricerca scultorea su una totale materialitĂ , che tende a
giocare sulla manipolazione della forma in relazione alla percezione dello
spazio circostante. Sotto i suoi interventi, la scultura si carica di
interessanti dicotomie che si contraddicono in presenza e assenza, vuoto e
pieno, materialità massiccia ed eterea. Il suo intento è, in qualche modo,
quello di coinvolgere lo spettatore con un f
esorta ad andare oltre la percezione dello spazio che lo contiene.
Queste sono le premesse per la scultura site specific
esposta al Guggenheim. Costruita con 154 pannelli di acciaio corten (detto
anche âacciaio patinatoâ proprio per la sua patina color ruggine, che lo rende
resistente alla corrosione e lo dota di unâelevata resistenza meccanica, assai
di moda in architettura negli ultimi tempi), lo stesso utilizzato nelle
sculture di Richard Serra, lâopera occupa uno spazio che sembra difficile da
percepire poichĂŠ âincuneataâ in unâangusta galleria.
Le pareti di quello che a prima vista sembra un gigantesco
pallone da rugby si appoggiano in parte ai muri e al soffitto della galleria,
impedendo fisicamente al visitatore di proseguire lâesplorazione della stanza e
quindi anche della scultura. Si è in pratica forzati a tornare indietro,
passare attraverso una parte di collezione permanente del museo, per poi
approcciare lâopera da altre due entrate differenti. Ognuna di queste âentrateâ
rendono possibile solo la percezione parziale di sezioni della scultura. Una
solamente accoglie lo spettatore come quasi fosse un dipinto. Un rettangolo,
infatti, si apre su una parete bianca, dando la possibilitĂ al pubblico di
potersi avvicinare e gradualmente accorgersi che si tratta di unâapertura verso
unâapparentemente sconfinata caverna, interno concavo della scultura. Malgrado
ciò, data lâoscuritĂ si è impossibilitati a percepire la misura dello spazio.
Kapoor stesso cosidera se stesso âun pittore che lavora
come scultoreâ.
Questa forzatura, che lâartista impone sullo spettatore, è senza dubbio parte
integrante dei suoi lavori. Kapoor chiede, infatti, di trattenere nella mente
diverse porzioni di unâimmagine, per poi riconnetterle e ricostruire una âscultura
mentaleâ.
La scultura di Kapoor è senza dubbio unâesperienza che
lascia lâosservatore con un senso di confusione, ma allo stesso tempo uno
stupore quasi infantile davanti ai trucchi di un esperto illusionista.
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mostra visitata il 10 marzo 2010
dal
21 ottobre 2009 al 28 marzo 2010
Anish Kapoor â Memory
a cura di Sandhini Poddar
Solomon R. Guggenheim Museum
1071 5th Avenue at 89th Street (Upper
East Side) â 10128 New York City
Orario: da domenica a mercoledĂŹ e
venerdĂŹ ore 10-17.45; sabato ore 10-19.45
Ingresso: intero $ 18; ridotto $ 15
Catalogo Guggenheim Museum Publication
Info: tel. +1
2124233500; www.guggenheim.org
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Sicuramente fra i piĂš importanti scultori del nostro presente, superiore a Serra, che oramai non sperimenta piĂš, mentre Anish continua a tentare nuove forme di pittura fisica, come gli interventi che avevo visto alla Royal a londra, fra l'ironico e il terrore.