L’arte è considerata lo specchio della società. Le opere, tuttavia, raccontano il mondo contemporaneo in modo lacunoso e talvolta concettuale. È proprio l’idea di una visione parziale della realtà che si cela dietro al titolo della mostra An incomplete world– works from the UBS Art Collection. I lavori esposti, infatti, danno soltanto un’idea frammentaria della società, che viene filtrata e trasformata dall’artista durante il processo di creazione dell’opera.
La mostra si apre con Mappa del mondo di Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994), che offre al visitatore una visione globale della configurazione politico-geografica del mondo moderno e allo stesso tempo dà inizio ad una sottile critica nei confronti dei principi politici, economici e sociali su cui si basa la nostra società. Questi principi vengono messi in discussione da ciascuna delle opere esposte, che sono suddivise in tre gruppi tematici: ritratti, paesaggi e spazi pubblici.
I ritratti di Thomas Ruff (Zell am Harmersbach, 1955) additano l’isolamento psichico e fisico che l’individuo subisce nel mondo contemporaneo. I soggetti fotografati sembrano sereni, ma dietro a questa apparente tranquillità si na
Il vuoto che circonda i soggetti ritratti dal fotografo tedesco contrasta con l’abbondanza di dettagli e colori che fanno da sfondo ai personaggi di Yasumasa Morimura (Osaka, 1951). In Daughter of Art History: Princess B, Morimura crea, una parodia del dipinto Infanta Margarita in blu diDiego Velásquez, accostando agli elementi decorativi che compongono il quadro del maestro spagnolo una serie di oggetti di natura contemporanea. Questi particolari, insieme alla sostituzione del volto della principessa con quello dell’artista stesso, stravolgono il dipinto di Velásquez, dando al visitatore un’immagine distorta della vita di corte nella Spagna della seconda metà del Seicento.
Il percorso della mostra, che racconta come l’umanità abbia plasmato il mondo e come il mondo abbia cambiato l’umanità, si conclude con l’opera 99 cent di Andreas Gursky (Leipzig, 1955) che riproduce l’interno di un discount americano dove nessun articolo costa più di novantanove centesimi. Questa grande fotografia, che mette in risalto i colori vivaci della merce disposta ordinatamente sugli scaffali del supermercato, cela una polemica nei confronti dello sperpero e della superficialità, iniziata negli anni Sessanta da Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987).
Tale critica affiora velatamente anche dall’immagine di Cagney , presente in mostra: qui Warhol ritrae il famoso attore americano James Cagney in una delle sue tipiche pose aggressive, con l’esplicito intento di trasformarlo in un’icona del Novecento.
marta gorini
mostra visitata il 22 maggio 2007
Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova…
Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…
Accademie, Conservatori e Università insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dall’Accademia di Belle Arti…
È morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…
Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…
La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…