Categorie: around

fino al 3.IV.2005 | Alain Soldeville – Segni del corpo | Parigi, Museo Dapper

di - 23 Marzo 2005

Per una volta voglio essere io stesso a scegliere l’origine del mio dolore”; oppure: “Solo lacerando la pelle raggiungo la stessa intensità dei giochi erotici”; e ancora: “Del dolore, non restano che le vestigia”. Queste e altre sono le didascalie che accompagnano il ciclo fotografico di ritratti in bianco e nero di Alain Soldeville consacrato ai tatuaggi, alle scarificazioni, ai piercing, alle mutilazioni, al branding e a ogni sorta di innesti corporali. Nelle sale attigue, a queste pratiche contemporanee si affiancano quelle antichissime proprie delle società cosiddette tradizionali. Quello che viene presentato attraverso sculture, maschere e oggetti votivi, è un viaggio dall’Africa all’Asia, dal Sud America alle isole dell’Oceania.
Tuttavia questo confronto tra culture permette di rilevare la loro distanza insanabile, nonché l’ambiguità del recente recupero del “tribale”. Nel primo caso, i tatuaggi che accentuano la sinuosità del corpo, gli ornamenti –dipinti o incisi indelebilmente- su naso, orecchie, labbra, fino alle deformazioni del collo o del cranio, non sono altro che delle marche. Queste segnano precisi riti di passaggio: la nascita, la pubertà, il matrimonio, la gravidanza, l’intronizzazione dei capi, dei re e degli officianti dei culti. Si tratta insomma di un sistema grafico che fornisce informazioni precise sull’età, il sesso, lo stato sociale degli individui sulla cui pelle viene iscritto, che li inserisce in un contesto socioculturale ben determinato. Un ruolo di distinzione sociale che nel nostro mondo ha svolto l’abbigliamento a partire dal Settecento, cioè dalla nascita della borghesia.
Al contrario, con i rituali iniziatici contemporanei il corpo viene mutilato e mutato alla ricerca e all’invenzione esasperata della propria individualità: il dolore provato nel lavorare il corpo, nel lacerare la pelle, nell’infliggersi delle stigmate si trasfigura in una rinascita del proprio sé. Tra il dolore e il piacere, tra la sofferenza e l’estasi, estremi di quella che Bataille ha chiamato “esperienza interiore”. Se questo rinascere a sé stessi rifugge da ogni forma di codificazione, come era il caso delle società tradizionali, la pelle diventa allora un testo leggibile e aperto ad ogni definizione. Di conseguenza fra questi due mondi le somiglianze sono, è il caso di dirlo, solo epidermiche e la mostra non ci aiuta purtroppo a comprendere fino in fondo questo passaggio. Si sente insomma la mancanza di quelle figure di transizione che hanno saputo mediare le pratiche delle società tradizionali con quelle più contemporanee, ibride e decontestualizzate. Chi si ricorda, ad esempio, di una figura mitica come quella di Fakir Musafar?

riccardo venturi


Signes du corps
Museo Dapper, 35, rue Paul Valèry (Metro Victor Hugo)
Info: (0033) 01.45.00.01.50
www.dapper.com.fr  
orari: tutti i giorni 11.00/19.00, martedì chiuso.
Catalogo in libreria


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10