Categorie: around

fino al 3.XII.2006 | Edward Hopper | New York, Whitney Museum

di - 23 Novembre 2006

Atmosfere sospese, tra desolazione e muti dialoghi. Personaggi come manichini in scenari quotidiani e surreali al tempo stesso. Edward Hopper (Nyack, 1882 – New York, 1967) approda, dopo il soggiorno europeo, ad un linguaggio che, seppur debitore nei confronti dell’Impressionismo, lascia trasparire le sue origini americane. Tutto ha inizio alla New York School of Art, dove entra a diciotto anni. Ma è il viaggio nel Vecchio Continente a permettere la maturazione dell’artista, che mostrerà anche nelle opere successive il debito nei confronti delle sperimentazioni europee di fine Ottocento, più che delle istanze avanguardistiche. Il soggiorno a Parigi tra il 1906 e il 1910 è testimoniato dalle numerose vedute della città, nonché da evidenti studi sulla luce, ereditati dall’Impressionismo francese. Le tonalità chiaro-grigiastre trovano un forte contrasto nei contorni scuri, mentre i colori pastosi sono stesi grazie a corpose pennellate, di matrice espressionista.
Interessante la serie di paesaggi realizzati tra il 1912 e il 1914, dove la scomposizione geometrica delle rocce richiama Cézanne e l’infrangersi delle onde i numerosi studi di Monet in Normandia. Ma è Degas il grande riferimento di Hopper, elemento evidente negli scorci e nei tagli asimmetrici, oltre che nella rappresentazione di interni dove le donne sono protagoniste. In Summer Interior (1909) una donna seminuda con il capo chino si aggrappa ad un letto sfatto, mentre in New York interior (1921) una ragazza di spalle dai capelli lunghi richiama proprio le bagnanti del grande pittore francese, riferimento “aiutato” dal tutù che la protagonista indossa.

Consistente la produzione grafica in mostra, che ripercorre l’impegno di Hopper come illustratore pubblicitario per la C. Phillips & Co., ma anche la presenza di incisioni ed acquerelli, accompagnati da numerosi bozzetti a carboncino. Procedendo attraverso la produzione degli anni Venti e Trenta, si arriva al capolavoro dell’esposizione, Nighthawks (1942), che evoca il fascino della street life americana, seppur caricata di un senso di solitudine che lo avvicina ad un altro celebre dipinto di Degas, L’Assenzio.
L’atmosfera rarefatta e lo spaesamento delle figure ricorda anche Giorgio de Chirico, con le sue statue-manichini e i colori smaltati. Tuttavia, se la metafisica dechirichiana suggeriva di scavare oltre il dato reale, allargandosi dunque ad un piano connotativo, i dipinti di Hopper restano a quello denotativo, mettendo in scena una realtà che rimane cio che è, e che pertanto si carica di una drammaticità sommessa, quasi torbida. Non stupisce quindi che Alfred Hitchcock abbia guardato alle atmosfere hopperiane, così come ad Hopper hanno guardato gli artisti dell’Iperralismo americano, passando per le pompe di benzina abbandonate di Ed Ruscha
(si veda ad esempio di Hopper, Cape Cod Sunset, 1934).
Una quotidianità tutta americana dunque, che si appoggia sulla desolazione degli spazi, ma anche sulla frammentazione del soggetto e sulla solitudine individuale. In un gioco di rimandi tra esterno ed interno carico di malinconia.

articoli correlati
75 volte Whitney

alessandra troncone
mostra visitata il 12 novembre 2006


Edward Hopper.
Whitney Museum of American Art – 945 Madison Avenue at 75th Street – 10021 New York City. Orario: Mercoledì e giovedi 11.00-18.00; Venerdì 13.00-21.00; Sabato e domenica 11.00-18.00. Chiuso Lunedì e martedì.
Biglietti: Adulti 15$. Studenti e over 65, 10$. Members e under 12, gratuito.
Info: (212) 570-3676 – www.whitney.org


[exibart]

Visualizza commenti

  • troppo eurocentrica questa lettura di hopper. le suggestioni naturalmente ci sono, ma c'è uno specifico americano nettamente prevalente che in nessuna pittura europea si riscontra. molto più interessante sarebbe un parallelo con il cinema americano.

Articoli recenti

  • Mostre

Nascita di una collezionista: gli anni londinesi di Peggy Guggenheim in mostra a Venezia

Per la prima volta, la Collezione Peggy Guggenheim dedica un’ampia esposizione agli anni londinesi della sua fondatrice, per ricostruire la…

27 Aprile 2026 23:00
  • Arte contemporanea

JR torna a Venezia, la facciata di Ca’ da Mosto diventa un banchetto collettivo

Lo street artist francese JR torna a Venezia durante la Biennale 2026, con Il Gesto: un’installazione sulla facciata di Palazzo…

27 Aprile 2026 19:20
  • Arte antica

Nel segno di Caravaggio: gli inizi della nuova pittura napoletana

Nella cornice di Forte dei Marmi, la collezione De Vito guida il visitatore in una fase di profonda trasformazione, segnata…

27 Aprile 2026 18:18
  • Mercato

Keith Haring privato: all’asta la collezione dell’amico Kermit Oswald

Opere inedite, arredi, lettere e fotografie che raccontano il lato più intimo dell’artista: a maggio, Sotheby's mette in vendita un…

27 Aprile 2026 18:17
  • Arte contemporanea

Gagosian inaugura il nuovo spazio a New York con Duchamp e Rauschenberg

Gagosian inaugura un nuovo spazio a New York, al piano terra del 980 di Madison Avenue, dopo 37 anni al…

27 Aprile 2026 16:38
  • Arte contemporanea

Pamela Diamante, il Sud come spazio critico e il riscatto delle Invisibili

Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…

27 Aprile 2026 13:30