Categorie: around

fino al 31.V.2009 | Max Ernst | Madrid, Fundación Mapfre

di - 23 Febbraio 2009
Il consiglio, a chi abbia la sorte di passare per Madrid, è di non perdere la mostra che la Fundación Mapfre dedica a Max Ernst (Brühl, 1891 – Parigi, 1976), presentando la novella grafica Une semaine de bonté. La visita, in effetti, rappresenta un’occasione rara per studiare da vicino una delle opere più significative del Surrealismo, a lungo estranea ai circuiti espositivi internazionali e finalmente riproposta in versione integrale a 73 anni dalla sua prima esposizione, avvenuta proprio a Madrid.
Realizzata nel 1933 in vista di un’ambiziosa operazione editoriale, Une semaine de bonté costituisce senza dubbio il capolavoro di Ernst in campo grafico. Si tratta di una sequenza di 184 collage del tutto privi di elementi testuali, realizzati a partire dalle illustrazioni xilografiche di alcuni feuilletton del secolo XIX – storie di delitti truculenti e amorose passioni, per lo più d’ambientazione vittoriana – che l’artista impiega come sostrato per condurre un’operazione di fantasmagorico sovvertimento dei codici narrativi al tempo correnti e, più sottilmente, affermare una critica feroce delle strutture politico-sociali vigenti: in primo luogo la chiesa cattolica, sullo sfondo l’ideologia borghese e i suoi feticci. Di fatto, nell’opera si susseguono le vicende di alcuni personaggi-tipo, recuperati iconograficamente da altre fonti e sovrapposti con una tecnica di collage certosina, che rende difficile distinguere le giunture lungo un continuo, irrefrenabile détournement immaginale.
È impossibile dare qui compiutamente conto della messe sterminata di mitologie e rimandi che animano la Semaine, così come di sue più sotterranee ascendenze e connessioni artistiche (dal simbolismo visionario di un Félicien Rops ai fotomontaggi del coevo, assai più dichiaratamente politico, John Heartfield). Sotto il profilo organizzativo, in ogni caso, si può ricordare come il lavoro sia suddiviso in sette giornate distinte per elementi ideali – il fango, l’acqua, il fuoco, il sangue, il nero, la vista, lo sconosciuto – e colori delle copertine dei quaderni dell’edizione tipografica, secondo un ordine mantenuto nell’allestimento con pregevole intelligenza espositiva.
Quanto a intenti ed esiti artistici, la settimana di Ernst rappresenta un vero e proprio monumento alla convinzione dell’artista tedesco, per cui “bisogna servirsi del banale per creare il fantastico”, inoculando fremiti d’inconscio in dozzinali storie d’appendice.
Al proposito, viene peraltro da considerare come, nonostante la debordante intensità iconologica dell’operazione, Ernst sia qui riuscito a raggiungere una costante misura espressiva, mantenendosi lontano da quell’“onirokitsch” che l’acume di Walter Benjamin aveva precocemente scorto in molte operazioni del movimento surrealista. E a cui, in effetti, lo stesso Ernst non risulta alle volte alieno sul versante pittorico.

articoli correlati
Max Ernst e i suoi amici surrealisti al Museo del Corso

luca arnaudo
mostra visitata il 12 febbraio 2009


dal 10 febbraio al 31 maggio 2009
Max Ernst – Une semaine de bonté
a cura di Werner Spies
Fundación Mapfre
Paseo de Recoletos, 23 (centro storico) – 28004 Madrid
Orario: lunedì ore 14-20; da martedì a sabato ore 10-20; domenica ore 12-20
Ingresso libero
Info: tel. +34 913232872; www.exposicionesmapfrearte.com/maxernst

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Chi dice la verità? Ndayé Kouagou mette sotto processo il linguaggio alla Collezione Maramotti

In concomitanza di Fotografia Europea 2026, a Reggio Emilia si apre Heaven’s truth, prima personale in Italia dell’artista francese Ndayé…

17 Maggio 2026 13:00
  • Mercato

Il vino, il desiderio, le conseguenze della guerra: gli Old Masters secondo Van Ham

La casa d'aste di Colonia presenta il catalogo di "Fine Art": da uno studio di nudo di Gustav Klimt (che…

17 Maggio 2026 12:33
  • Fotografia

Other Identity #203, altre forme di identità culturali e pubbliche: Paolo Cenciarelli

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

17 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana

La fotografa italiana Francesca Magnani tra gli 11 autori invitati a Fotozofio, rassegna fotografica dedicata al tema della memoria, in…

17 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Il mondo dei musei si riunirà a Oslo a settembre, per la triennale di ICOM

La conferenza di ICOM - International Council of Museums 2026 porterà a Oslo curatori, direttori di musei e addetti ai…

17 Maggio 2026 8:30
  • Libri ed editoria

La terra trema: catastrofi, media e memoria nel nuovo saggio di Lucrezia Ercoli

In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…

16 Maggio 2026 18:11