Il week-end, per noi italiani, è intoccabile. Dopo una lunga settimana di impegni arriviamo a trascorrere il venerdì sera pianificando gite, shopping e brevi cure per rilassare anima e corpo. Questo in Italia. In Gran Bretagna, invece, la popolazione è talmente varia e proviene da così diverse culture, che la settimana sembra non avere né capo né coda. Centri commerciali aperti 24 ore al giorno, musei che propongono visite serali e proiezioni notturne, negozi che vengono presi d’assalto anche la domenica. Sembra, ad una prima occhiata, che la città non dorma mai. Allora ci si chiede: avranno, questi impegnatissimi cittadini, qualche ora di tempo libero?
La stessa domanda se l’è posta anche l’artista inglese Ella Gibbs che, per avere un riscontro concreto, ha ideato alla Chisenhale Gallery lo Spare Time Job Centre. Un’agenzia a tutti gli effetti, composta da uffici e team volti ad ottimizzare ogni minuto libero disponibile. Far soffermare i londinesi a pensare in quale modo vorrebbero trascorrere i propri ritagli di tempo poteva all’inizio sembrare utopico. Con il trascorrere delle settimane invece il progetto ha riscosso un notevole successo, incrementando l’interesse e vedendo la cooperazione di un vasto numero di persone. Descrivibile come una vera e propria “officina di idee”, viene richiesto al pubblico di contribuire attivamente allo sviluppo del centro proponendo attività, incontri, spunti per relazionare i propri interessi a quelli degli altri. I risultati sono molteplici e divertenti: un pomeriggio ci si può imbattere in una sessione di tagli ed acconciature gratuite, il pomeriggio seguente si può auspicare ad una romantica cena per due, cucinata da un giovane ed intraprendente chef. Lezioni di nuoto, massaggi e discussioni animate si alternano a momenti di pura e semplice tranquillità, dove i curiosi possono ispirarsi consultando avvisi, questionari, libri e messaggi lasciati dai visitatori precedenti.
L’artista, interessata a tematiche di carattere sociale, ci invita così a dedicare un po’ più di tempo a noi stessi, facendoci riscoprire interessi che spesso, a causa dello stress quotidiano, dimentichiamo.
chiara longari
mostra visitata il 19 febbraio 2003
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