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fino all’11.II.2008 | Takashi Murakami | Los Angeles, Moca

di - 27 Novembre 2007
Uno degli artisti giapponesi più acclamati del mondo in un’ampia retrospettiva al Geffen Contemporary del Moca. Una selezione di più di novanta opere, contenute in uno spazio espositivo di oltre tremila metri quadrati nel cuore di Little Tokyo, sono distribuite in cinque sezioni, ripercorrendo cronologicamente la carriera in costante ascesa di Takashi Murakami (Tokyo, 1962). Dopoguerra, Giappone, arte tradizionale Nihonga, manga e anime anni ‘80, neo-pop: una combinazione di parole-chiave con cui si può ricostruire e contestualizzare l’enorme successo di Murakami. L’artista appartiene alla generazione del Giappone del dopoguerra, in cui le antiche tradizioni iniziano a essere fortemente contaminate dalla cultura americana. Il lavoro di Murakami è una fusione di tradizione pittorica Nihonga, pop giapponese e tutta la cultura manga e anime che, soprattutto negli anni ‘70-’80, incolla intere generazioni alla tv. Il risultato di questa mescolanza di elementi sfocia in una proficua produzione artistica. Sculture di grandi dimensioni di ammiccanti adolescenti in stereotipate divise, con seni esageratamente floridi, realizzate in fibra di vetro dal risultato incantevole.
Miss Ko² (1997), senza dubbio l’opera più nota, nella sua uniforme bianca da cameriera su pattini, ispirata agli anni ‘50 ma con mini gonnellina e scollatura decisamente generose, accoglie gli spettatori nella prima sezione della mostra. Una versione cyborg, Second Mission Project Ko² (2000-07) è installata in sequenza di tre sculture sospese che mostrano la trasformazione da ragazza sexy a jet da guerra. Poco indietro sono poste altre due storiche sculture: Hiropon (1997) e My Lonesome Cowboy (1998). Nella prima il manga 3d, con il nome di un’anfetamina, gioca saltando una corda costituita del latte che sgorga copioso da ipertrofici capezzoli che energicamente stringe. La seconda rappresenta un adolescente dal cui pene esce un flusso di sperma che si trasforma in un lazo.

Un’altra sezione estremamente accattivante, alla base del concetto artistico di Murakami, è dedicata al suo alter ego DOB, creato nel 1993, la cui etimologia deriva da una famosa gag giapponese, Dobojite dobojite oshamanbe (“Perché? Perché?”). Inizialmente rappresentato come un esserino dalla testa tonda e di colore blu, si è poi evoluto negli anni in una sorta di creatura mostruosa con denti aguzzi, diventando il protagonista simbolo della carriera dell’artista. Quasi ipnotici sono The Castle of Tin Tin (1998) e Tan Tan Bo Puking-a.k.a Gero Tan (2002) dove DOB ha la forma di un gigante mostro dentato, dalla cui bocca colano psichedeliche sostanze bavose che man mano prendono forma in altri personaggi. Questa è la sezione poku, ossia la fusione di pop art e otaku. Sensazionale è la gigantesca scultura di quasi otto metri, Riverse Double Helix (2003-2004), che rappresenta Buddha con dozzine di braccia, un’enorme testa e due facce con espressioni antitetiche.

Inaspettata è la sezione rialzata dello spazio espositivo, con un effettivo punto vendita delle celebri borse di Luis Vuitton con occhietti cigliati e ciliegine sorridenti. La mostra si conclude con una sezione in cui si proietta Kaikai & Kiki, la sua ultima animazione cartoon, in cui i due noti personaggi investigano strani fatti controllati da un intelligenza artificiale. Che questa sia una metafora iconografica della carriera di Murakami?

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leonardo proietti
mostra visitata il 26 ottobre 2007


dal 29 ottobre 2007 all’undici febbraio 2008
©Murakami
a cura di Paul Schimmel
The Geffen Contemporary at Moca – The Museum Of Contemporary Art
152, North Central Avenue – 90013 Los Angeles (CA)
Orario: lunedì e venerdì ore 11-17; giovedì ore 11-20; sabato e domenica ore 11-18
Ingresso: adulti $ 8; studenti con ID e anziani (+65) $ 5; gratuito per membri del MOCA e minori di 12 anni e ogni giovedì ore 17-20
Catalogo $ 65
Info: tel. +1 2136266222; www.moca.org

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