Categorie: around

fino all’11.II.2009 | Y.Z. Kami | Londra, Parasol Unit

di - 11 Febbraio 2009
La lunga storia del ritratto presenta opere che a prima vista possono sembrare simili. Non si tratta d’altro che di ritratti, in fondo, antiche fotografie votate a rendere eterno un volto. Sono i particolari, lo stile e gli interessi dell’artista a distinguere l’immensa produzione ritrattistica: la presenza o meno di una ricerca psicologica, il livello d’interazione con lo spettatore e l’infinito numero di allegorie che nascono da oggetti e pose particolari.
Gli enormi ritratti dipinti di Y.Z. Kami (Teheran, 1956; vive a New York), artista di origini persiane, rendono contemporanea ed estremamente complessa una pratica così tradizionale. I soggetti sono persone banalmente normali, che indossano vestiti assolutamente anonimi. Non vi è alcun particolare che possa farli ricordare, riconoscere, classificare; sono coloro che incrociamo, ogni giorno, nelle strade di qualunque città.
Cosa rende allora straordinari questi dipinti, capaci di attirare fin da subito l’attenzione? Qual è il motivo per cui ognuna di queste opere non si esaurisce a una prima occhiata, ma necessita di un’attenta osservazione?

Non sono solo le grandi dimensioni e la fortunata collocazione nella prima sala della Parasol Unit, importante fondazione per l’arte contemporanea, a rapire lo spettatore; c’è un’aura mistica che pervade ogni soggetto, alimentata dalla completa assenza di interazione con chi guarda: gli occhi sono chiusi, abbassati, o guardano verso l’infinito. I ritratti sono fedeli ed estremamente realistici, ma i colori tenui sono stesi in un’infinità di sovrapposizioni, che rendono l’immagine fuori fuoco. Ed è proprio la tensione fra realtà e sacralità, fra immateriale e comune che rende così interessanti questi lavori.
La prima mostra inglese di Kami non si esaurisce però con questa serie. Addentrandosi negli ampi spazi della fondazione londinese, si scoprono altri ritratti di dimensioni più contenute e una grande opera dove le fotografie di architetture e luoghi islamici sono giustapposte a volti dipinti. Le immagini degli edifici raccontano e nascondono le più svariate storie, che si rivelano nella loro stessa immagine, proprio come in un volto umano.

La serie di lavori che dà il titolo alla mostra, Endless Prayers, è invece composta da una serie di collage per i quali l’artista ha ritagliato piccoli rettangoli di carta con parole prese da diversi libri. I minuti pezzetti di carta sono incollati sulla tela, seguendo moti circolari o forme che ricordano alcuni dettagli architettonici tipici di costruzioni islamiche. Il loro richiamo a simboli e rituali sacri funge da perfetto complemento ai ritratti.
Y.Z. Kami si pone al confine tra la realtà comune e qualcosa che la trascende. L’intera mostra sembra avere lo scopo di rendere straordinari i particolari invisibili della vita di tutti i giorni, e mutare in monumentale e memorabile l’immagine più banale.

articoli correlati
Kami alla IX Biennale di Istanbul

matteo consonni
mostra visitata il 15 gennaio 2009


dal 21 novembre 2008 all’undici febbraio 2009
Y.Z. Kami – Endless Prayers
Parasol Unit
14 Wharf Road – N1 7RW London
Orario: da martedi a sabato ore 10-18; domenica ore 12-17
Ingresso libero
Info: tel. +44 2074907373; info@parasol-unit.org; www.parasol-unit.org

[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02