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london eye #5 | L’importanza del topos

di - 7 Dicembre 2010
FRED – STUART CROFT

Stuart Croft (Londra, 1970) gioca con lo spazio fisico della
galleria per intrecciarlo a un monologo centripeto e farne una riflessione
sull’inevitabilità del tempo. Sotto forma di un’elegante
ghost story, The Death Walz (2008)
si anima sul racconto della storia senza tempo e luogo di una coppia, in
licenza da un’imprecisata guerra, che sfigurata balla anno dopo anno un walzer
per i suoi ospiti inorriditi venuti a salutarli.

Filmato in 8mm e secondo di una trilogia già caldamente sostenuta dalla
stampa inglese (Art Monthly), il
corto è una rivisitazione dell’estetica di Hammer,
casa cinematografica horror per eccellenza, nelle fosche atmosfere pastello
anni ’50, e del tropo della cena alla Louis
Buñuel
. Oltre a questo è un vero cammeo di cultura anglofona, qualificabile
in termini spaziali più che temporali, che racchiude, nei sette minuti di un
interminabile loop, una tradizione che va da Mary Shelley, a Poe,
alle drammatizzazioni dei romanzi di Agatha
Christe
.

ARCADE – RICCARDO BARUZZI

La prima personale britannica di Riccardo
Baruzzi
(Ravenna, 1976) deve essere vista in più tempi. L’impressione
iniziale è che Curva Sopra Lama (2010)
sia un’istallazione ancora da assemblare, un mobile componibile dell’arte fatto
di disegno, pittura, scultura e video. Un lavoro coerente, marcato in termini
di autenticità perché radicalmente in linea con opere precedenti dell’artista (Four Circles for Four Questions, 2009). Installazione-smembramento
del caos, non ordine, in cui i singoli elementi, fraternamente estranei, sono
consapevoli di essere portatori di significato solo grazie al loro giustapporsi.
Poco aiuta a leggerli il bel testo lirico di Pier Marco Turchetti, che fa da
contrappunto verbale alla narrazione iconica del lavoro.
Rimane dopo una sola visita un senso di venata insoddisfazione cognitiva.
Poi, gradualmente, l’installazione prende la forma di una natura morta dai toni
smorzati, come una tela dell’ultimo Morandi.
Rivedendola finalmente si posa e definisce come creatrice di uno spazio
emotivo, non tanto nella dimensione del ricordo, ma dell’evocazione.

GASWORKS – FRANCESC RUIZ

Esplicito tributo al luogo, Gasworks
Yaoi
(2010) è il debutto britannico dello spagnolo Francesc Ruiz (Barcelona, 1971) e conclusione della sua residenza
inglese. Frutto di una splendida ricerca locale, l’installazione dà vita a
un’edicola specializzata in fumetti erotici maschili, Yaoi appunto, come i veri Yaoi
disegnati e fruiti da sole donne (nella fattispecie disegnatrici amatoriali).

Gasworks Yaoi è un ironico e distaccato sguardo pop sul
discorso dell’omosessualità e le sue variazioni autoctone di Vauxhall, ovvero la
zona di Londra più riccamente popolata di locali gay. Bel lavoro, capace di
combinare un’estetica alla
Almodovar
al tratto fumettistico giapponese e farne un linguaggio pienamente
‘vauxhalliano’.
Hic et nunc.

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silvia colaiacomo

mostre visitate dal 25
novembre al 3 dicembre 2010


dal 18 novembre 2010 al 30 gennaio 2011

Stuart Croft – The Death Waltz

Fred London

45 Vyner Street – E2 9DQ London

Orario: da mercoledì a domenica ore 12-18 e su appuntamento

www.fred-london.com

dal 13 novembre al 18 dicembre
2010

Riccardo Baruzzi – Curva sopra
lama

Arcade

87 Lever Street – EC1V 3RA London

Orario: da giovedì al sabato
12-18 e su appuntamento

www.arcadefinearts.com

Francesc Ruiz – Gasworks Yaoi

Gasworks

155 Vauxhall Street – London SE11 5RH

Orario: da mercoledì a domenica ore 12-18 e su appuntamento

www.gasworks.org.uk

[exibart]

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