Molte cose accomunano Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) e Sigmund Freud (1856-1939). Innanzitutto il talento smisurato seppure in campi differenti; poi la coincidenza dell’anno di nascita, anche se i due compleanni sono distanti un secolo. E ancora, l’essere stati entrambi figli adottivi, nonché reietti, della medesima madre, la città di Vienna la quale, in quest’anno di celebrazioni mondiali dei due geni, vuole solennemente e orgogliosamente esternare la felicità di averli tenuti in grembo.
Ciò detto, viene subito da chiedersi dove siano andati a scovare i ritratti che accomunano in atteggiamento pressoché identico i due illustri cittadini e che in queste settimane sono disseminati in formato manifesto nelle vie della capitale. Accade infatti che l’attesissimo appuntamento annuale delle Wiener Festwochen –un festival internazionale di teatro, lirica, concerti e altro ad alto livello– quest’anno sia stato posto sotto gli auspici iconografici dei nostri due eroi in posa a dir poco psichedelica. Cos’hanno di speciale questi ritratti? Hanno il medesimo sguardo: occhi stralunati, allucinati, assorti in una pari estasi ultraterrena. È mai possibile? Ebbene sì. Due misteriosi inediti sbucati dal nulla -un dipinto l’immagine di Mozart, una foto quella di Freud– che valgono bene un’indagine d’archivio. E quando la ricerca sembra fallire, cominciamo a sospettare che la via per la verità passi altrove.
Dal corpo del reato, per così dire, risaliamo alla fonte editoriale, per scoprire infine che i due ritratti sono l’esito di un’intrigante contraffazione digitale e che gli artefici dello splendido misfatto si chiamano Christian Ruff e Rainer Marku, componenti di Vienna Paint, un’élite di creativi che ha collaborato al progetto pubblicitario della manifestazione.
Con quale intento? Rendere in qualche misura estrinseca un’ipotetica quanto virtuale riflessione dei due personaggi su questa loro apoteosi postuma. Tutto qui? Siamo certi che anche la più alta estasi della creatività non dovrebbe avere un’espressione molto differente.
Festival a parte, per l’uno e per l’altro a Vienna sono in corso eventi specifici come: Mozart. Esperienza dell’ Illuminismo (fino al 20 settembre), dal rococò al neoclassicismo fino al nascente romanticismo: pensiero, arte, scienza, costume; ottima. O come Il divano: del pensiero disteso (fino al 5 novembre 2006), un titolo che parla da solo.
franco veremondi
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