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A TEATRO

di - 9 Giugno 2016
Giunto alla quarta edizione It – Independent Theatre Festival – si dimostra la rassegna autogestita che a Milano mancava. È una vetrina per le compagnie indipendenti, più o meno giovani, attive in tutto il territorio milanese.
La formula è semplice e non ci sono vincitori: ogni gruppo propone il proprio spettacolo alla commissione di It, che lo programma in una intensa tre giorni dove ogni compagnia ha la possibilità di mostrare venti minuti del progetto. Anche altri festival (e concorsi) propongono la formula dei venti minuti di rappresentazione, che possono essere studi e/o bozze preliminari di una idea in via di sviluppo, in altri casi frammenti di uno spettacolo compiuto.
Gli spettacoli in programma nell’edizione 2016, che si è svolta tra il 13 e il 15 maggio, come ogni anno negli spazi della Fabbrica del Vapore, erano 63, divisi in #prosa, #teatro musicale, #teatro fisico e danza, #performance, #articircensi e #young. La scaletta è intensa: gli spettacoli sono programmati ogni mezz’ora in cinque sale, con la possibilità di vederne fino a otto al giorno.
Vere e proprie maratone teatrali, che rendono l’aria del festival frizzante e movimentata. Non mancano visitatori spaesati che girovagano tra gli immensi spazi della Fabbrica con il programma in mano in cerca di qualche ispirazione su cosa guardare. Lo staff, composto in parte dalle compagnie in scena nell’ottica dell’autogestione del progetto, è sempre pronto a consigliare cosa andare a vedere, indirizzando il pubblico nelle sale con minor affluenza.

Per non far arrivare gli spettatori impreparati, It organizza nei mesi precedenti il festival gli OpenIt, brevissime anteprime della durata di cinque minuti, dove il pubblico può scoprire e farsi un’idea di cosa l’attende nella tre giorni.
Gli OpenIt si svolgono nei CAM, Centri di Aggregazione Multifunzionale di quartiere, con la guida dall’Associazione Stratagemmi Prospettive Teatrali che introduce i lavori. Il progetto rientra nel piano di Educazione del Pubblico, promosso dall’Associazione e finanziato in parte dal Comune, che ha l’obiettivo di attrarre più spettatori e di dare loro coscienza critica.
Stratagemmi è inoltre responsabile del BlogIt, il blog del festival che monitora e recensisce gli spettacoli in programma, quest’anno arricchito con le fotografie del team di FlashIt.
It ingloba diverse realtà, portando avanti una idea comune. Anche le compagnie che partecipano vivono questa atmosfera di festa, sapendo che può essere anche occasione di visibilità per operatori e addetti ai lavori. Quest’anno uno dei temi più ricorrenti è stato il rapporto con la realtà. Nuove drammaturgie hanno indagato, con occhi più o meno consapevoli, problematiche comuni: dalle relazioni sociali alla vita virtuale, come dunque i media condizionano le nostre esistenze e plasmano il vivere.

Black Friday. La felicità a 9.99 € è un esempio di questa sensibilità. Daniele Pennati, classe 1985, con lo sguardo esterno di ZerocommaZeroUno, porta in scena momenti di vita quotidiana alla ricerca della felicità. Il pomeriggio all’Ikea a comprare cornici da 0.99 €, cantare sotto la doccia, vedere la nostra serie preferita, e ancora fare a botte per accaparrarsi l’ultimo televisore disponibile al centro commerciale. Forte ironia e al tempo stesso ferocia nella rappresentazione della vita ai tempi del post consumismo.
The hard way to understand each other è un quadro delicato e finemente studiato delle dinamiche inconsce che animano l’agire. Pensieri, intenzioni ed emozioni trovano corpo e comunicano con il pubblico solo con il gesto. Uno spettacolo muto e al tempo stesso ricchissimo di vocaboli. È il primo studio del primo spettacolo di Teatro Presente, compagnia nata dall’incontro con un maestro come César Brie, che ora vuole prendere il volo autonomamente, partendo dagli insegnamenti del regisita argentino.
Davide Carnevali firma testo e regia di Educazione Transiberiana. Come si legge nelle note, è “un progetto sul rapporto tra pedagogia e spettacolo, in particolare sull’influenza che la televisione esercita sull’immaginario infantile”. Peppa Pig prende coscienza di essere un suino è una delle componenti del progetto. Con una scrittura cruda e lucidissima, Carnevali narra di un padre che cerca di spiegare alla figlia quale sia il destino della maiala più amata dai bambini, con una piccola lezione di economia politica. Lettura di Fabrizio Martorelli, che incarna con algido cinismo il padre ribelle 2.0.
Frigoproduzioni, dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione di It con Socialmente, torna con Tropicana, condensato di uno studio presentato al PimOff di Milano lo scorso aprile. La hit di inizio anni ’80 del Gruppo Italiano, con i suoi ananas e i suoi balletti, nasconde la tragicità della nostra epoca. L’iperconsumismo cela altri bisogni, cancellando ogni scala di valori. Ma come uscire dal circolo vizioso nel quale viviamo? La compagnia, ora in residenza a Brescia, presso Idra, continua a investigare il contemporaneo ponendosi domande concrete e complesse, cercando le possibili risposte con l’ironia e il piacere del teatro.
Giulia Alonzo

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

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