21 settembre 2021

La truffa dei token di Leonardo da Vinci: due persone agli arresti domiciliari

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Due persone sono finite agli arresti domiciliari e altre tre iscritte al registro degli indagati, nell’ambito di una inchiesta sul mercato illegale dell’arte e delle criptovalute

Autoritratto di Leonardo, 1510-1515, sanguigna, Torino, Biblioteca Reale

12 finti «Microquadri nascosti nei quadri di Leonardo da Vinci» e 32 «frazioni digitali» di opere della pittrice Alina Ciuciu. Cosa significa? Che era solo questione di tempo prima che qualcuno inventasse un modo per lucrare in maniera illegale nel nuovo mercato dell’arte e delle criptovalute. E per farlo si è ricorso al vecchio metodo della truffa, puntando sul fascino del genio senza tempo di Leonardo da Vinci e sull’ambiguità delle nuove tecnologie, in particolare dei token. Due persone, che si spacciavano per consulente finanziario e avvocato, sono state tratte agli arresti domiciliari, su ordinanza cautelare del gip Guido Salvini, nell’ambito di una inchiesta «complessa e bizzarra»: dalle indagini dell’aggiunto di Milano Eugenio Fusco, del pm Carlo Scalas e della Guardia di Finanza di Milano, è emerso che alla donna era stato proposto di aderire a un fondo di investimento impegnando 125mila euro, che dovevano servire in parte per finanziare una «International Web Gallery creando una rappresentazione digitalizzata delle più importanti opere d’arte».

A finire agli arresti domiciliari, Francesco Colucci, 46 anni, che si faceva passare per un avvocato, e Davide Cuccato, 49 anni, che si muoveva come consulente finanziario senza averne titolo. Indagate anche altre tre persone.

Il progetto era spiegato in accattivanti brochure, ogni opera «Sarebbe stata frazionata in singole porzioni di cui chi avesse aderito al fondo sarebbe divenuto proprietario». Per ciascuna frazione posseduta, il titolo di proprietà sarebbe stato costituito da un token, cioè da un codice univoco e non replicabile, il cui valore, assicuravano i due indagati, sarebbe rapidamente salito nel giro di pochi anni sino a decuplicarsi, «Per effetto automatico della crescita di valore dell’arte mondiale».

I clienti truffati sarebbero circa 200, contattati tramite il meccanismo della “catena di Sant’Antonio”, mentre i soldi già incassati sarebbero finiti in Svizzera. Parte del denaro investito dalla donna, «Pari a 24mila euro veniva asseritamente destinato all’acquisto di 12 “microquadri nascosti nei quadri di Leonardo da Vinci”, scoperti da un esperto, mentre 16mila euro sarebbero serviti per acquistare 32 Token Art di quadri della pittrice Alina Ciuciu».

Secondo quando riportato dal Corriere della Sera, una delle vittime ha raccontato di aver ricevuto la proposta di «Acquistare i microquadri il cui prezzo era fissato in 2mila euro ciascuno e che nel giro di non molto tempo avrebbero assunto il valore di 20mila euro ciascuno». Una proposta per cui aveva «Investito con vari bonifici ben 70mila euro».

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