Onore e merito? Forse … ma per la qualità e l’ originalità di una produzione architettonica che configura ormai una degna scuola nazionale; un’impronta che traspare chiaramente nell’elegante allestimento del padiglione spagnolo, ma che lascia comunque perplessi sull’attinenza al tema della mostra.
Certo l’ architettura spagnola propone un’interessante interpretazione delle identità locali, e stimola così lo spirito di appartenenza del cittadino al luogo abitato, aspetto fondamentale nell’etica del costruire; ma questa mia interpretazione è la reale motivazione del premio? O il pubblico coglierà solo la celebrazione della qualità poetica di un allestimento che crea una coinvolgente atmosfera senza soffermarsi sui contenuti?
Complimenti a Campo Baeza, questo allestimento ha tutta l’ eleganza e l’ermeticità delle sue opere, i “giardini segreti” di cui ha tanto parlato nell’ incontro con gli studenti dell’ IUAV alla vigilia della premiazione. Ecco un’altra star della biennale.
Marco Felici
[exibart]
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