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Dal 17.IX.2000 al 19.XI.2000 | Le ceramiche dei Duchi D’Este | Sasuolo, Palazzo Ducale

di - 24 Ottobre 2000

Temi centrali della Mostra “Le Ceramiche dei Duchi D’Este”, aperta dal 17 settembre al 19 novembre, sono la ricostruzione del patrimonio d’uso di casa d’Este ed il successivo momento del recupero di tali oggetti, ormai considerati materiale da collezione. In questo senso, all’interno del percorso espositivo, grande risalto viene dato, nel Salone delle Guardie, alla ricostruzione dei fastosi e celeberrimi servizi nuziali in maiolica realizzati in occasione delle seconde e terze nozze del Duca Alfonso II d’Este con Barbara D’Austria (1565) e con Margherita Gonzaga (1579), commissionati alle botteghe dei poli più affermati nell’arte della maiolica dell’epoca: Faenza e Urbino.
Più di 80 pezzi, tratti dalla Galleria Estense di Modena e da raccolte italiane ed internazionali, provenienti dal patrimonio dei Duchi D’Este, per la prima volta riuniti in un’esposizione che si svilupperà attraverso alcuni degli ambienti più suggestivi del Palazzo Ducale di Sassuolo, autentico gioiello della cultura barocca dell’Italia settentrionale.
Tra le diverse sezioni allestite all’interno del Palazzo Ducale (La scenografia del convivio, Ceramiche da pompa: sfarzo e decoro a “raffaellesche”, Collezionismo ceramico estense nel Cinquecento, Le credenze per le nozze di Alfonso II D’Este, Collezionismo ceramico estense nel Seicento e nel Settecento, Il collezionismo aristocratico, La collezione Giusti: un esempio di collezionismo ceramico nel XIX secolo) la sezione dedicata alle credenze per le nozze di Alfonso d’Este presenta una delle parti di maggiore interesse dell’esposizione.
Il cortigiano Giacomo Grana, vissuto alla corte degli Este, lasciò memoria scritta del magnifico convito tenutosi nel palazzo dei Diamanti per le seconde nozze di Alfonso Il con la principessa Barbara d’Austria, una delle figlie di Ferdinando re d’Ungheria (1565).
Dopo la lunga sequenza degli argenti vengono presentati per la frutta 200 tondi e altrettanti piatti di maiolica bianca, probabilmente i già affermati «bianchi di Faenza». Per le confetture sono 150 i piatti e 50 i tondi di porcellana, cui si uniscono dodicimila piatti e tremila tondi, decorati con i colori della casata della sposa, utilizzati per le altre tavole. Appartenevano alla grandiosa «credenza», riferibile alla bottega faentina di Virgiliotto Calamelli, tre zuppiere e un vasetto esposti, con diversi altri pezzi della stessa provenienza, all’interno del Salone delle Guardie. Sono decorati dallo stemma d’Este e d’Ungheria-Asburgo «timbrato» dalla corona e con il collare dell’ordine di San Michele in corrispondenza con l’arma estense.
Tra le raffaellesche di ogni esemplare della pomposa «credenza» nuziale in maiolica policroma per le terze nozze di Alfonso Il con la giovanissima nipote Margherita Gonzaga (1579) compare in bella evidenza il motto Ardet Aeternum, allusione all’amore mutuo e imperituro tra i due regali coniugi. Il simbolo figurato è stato interpretato ora come impresa fiammante, ora come rogo, ora come cuore ardente. Vi è rappresentata la pietra dell’asbesto che, una volta infiammata, non perde più la fiamma. Si possono individuare almeno 14 fogge nei vasellami fino ad ora recuperati dell’imponente servizio realizzato con ogni probabilità nella bottega urbinate di Antonio Patanazzi.


(Dal comunicato stampa)



Dal 17.IX.2000 al 19.XI.2000. Le ceramiche dei Duchi D’Este. Sassuolo, Palazzo Ducale, Via Rocca, 22.
venerdì, sabato, domenica: ore 10/17, 30: martedì, mercoledì, giovedì: riservato a gruppi, con prenotazione obbligatoria – AreaAree tel. 0536/807371
lunedì: chiuso. Biglietto: Adulti £ 10.000 Ridotto £ 8.000
Ragazzi ÂŁ 3.000
Info. tel 0536.874770 – fax 0536.874909



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