Se in tutte le diverse strategie artistiche di Stefano Pasquini (video, fotografia, installazione, disegno e scultura) è immediatamente riconoscibile una sua indole dissacrante e rivelatoria delle piccole e grandi tragedie della contemporaneità, nella personale modenese gli riesce anche di trasmettere la fragile precarietà emotiva che questi eventi comportano. Di contro ai grandi discorsi dei potenti, alle trascurate denuncie radiotelevisive, alle vuote fisime politiche e alla sorda indifferenza generale, Stefano Pasquini propone una sua personale riflessione con una serie di lavori che paradossalmente, attraverso la loro difettosa inconsistenza, inducono ad una presenza super-reale delle lontane angosce planetarie che si ‘ammirano’ solitamente al telegiornale. La mostra è dunque effimera e deperibile. L’artista imbratta di gessetto il muro della galleria con tenere e adolescenziali dichiarazioni sull’arte e sul nucleare ’Mat Komando e poche altre storie, appende alla pareti tautologiche bandiere, che mute e senza nome, hanno sfilato in certi passati cortei politicanti The Reason I came back to you e The Reason I left
patrizia silingardi
mostra vista il 16 ottobre 2002
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stefanopasquini.com
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