Unâampia rassegna documenta le fasi essenziali della vicenda artistica di Jean Fautrier insieme ad altri celebri protagonisti europei che attraversarono la stagione dellâInformale: il vitalismo, la dimensione pulsionale, i nuclei interiori, i malesseri di un clima caldo che sembrava suggerire la presenza di forze telluriche e primigenie in un percorso che si organizza attorno a Composition del 1960, unico pezzo dellâartista appartenente alla collezione permanente.
Dalla prima maniera del Fautrier ancora figurativo che affronta un repertorio iconografico di nature morte, nudi e paesaggi, carichi di umori naturalistici, con impasti densi e palpitanti, quasi per nostalgia seicentesca, si passa al silenzio sacrale e alle forme scarnificate del Le Christ en croix del 1927. Sono i primi indizi di una formula stilistica che si andrĂ definendo nellâimmediato dopoguerra: rigonfiamenti e contrazioni erompono dallâinterno in una zona centrale pulsante, una massa dai contorni incerti, pastosa e aggettante, sospesa ambiguamente tra la vita e la morte; tra embrioni, evoluzioni fetali e grumi residui in decomposizione, impastati direttamente sul supporto, come nelle tre TĂȘte dâOtage degli anni â50. Lâesposizione, curata da Renato Barilli, che si avvale della collaborazione di Roberto Pasini, noto
articoli correlati
I Dubuffet di Dubuffet
Jean Dubuffet
Pittura a Parigi 1945-1970
Sguardi sul collezionismo lombardo
Botto&Bruno
Grandi mostre, una riflessione su Officina America
link correlati
http://magnanirocca.it
elvira vannini
mostra visitata il 13 Settembre
Presso Le Stanze della Fotografia, sullâisola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterĂ lâUruguay alla Biennale di Venezia 2026, con unâinstallazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
Lâinchiesta di Reuters sull'identitĂ di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Unâanalisi del suo…