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fino al 1.XII.2002 | Jean Fautrier e l’Informale in Europa | Mamiano di Traversetolo (pr), Fondazione Magnani-Rocca

di - 30 Settembre 2002

Un’ampia rassegna documenta le fasi essenziali della vicenda artistica di Jean Fautrier insieme ad altri celebri protagonisti europei che attraversarono la stagione dell’Informale: il vitalismo, la dimensione pulsionale, i nuclei interiori, i malesseri di un clima caldo che sembrava suggerire la presenza di forze telluriche e primigenie in un percorso che si organizza attorno a Composition del 1960, unico pezzo dell’artista appartenente alla collezione permanente. Un’occasione espositiva unica (con prestiti importanti provenienti dal Beaubourg e il Musée d’Art Moderne de Paris) che raccoglie circa quaranta opere dello stesso Fautrier e degli artisti che negli anni ’40 agitarono e animarono l’Europa e l’America, una ‘costellazione’ di situazioni analoghe che assunsero identità differenti (Informale europeo ed Espressionismo Astratto americano) che nel contesto storico-culturale sconvolto dal secondo conflitto, confluirono in una ricerca segnica, materica e gestuale che di quella realtà era allusione, simbolo ed azione, tensione emotiva e incertezza esistenziale.
Dalla prima maniera del Fautrier ancora figurativo che affronta un repertorio iconografico di nature morte, nudi e paesaggi, carichi di umori naturalistici, con impasti densi e palpitanti, quasi per nostalgia seicentesca, si passa al silenzio sacrale e alle forme scarnificate del Le Christ en croix del 1927. Sono i primi indizi di una formula stilistica che si andrà definendo nell’immediato dopoguerra: rigonfiamenti e contrazioni erompono dall’interno in una zona centrale pulsante, una massa dai contorni incerti, pastosa e aggettante, sospesa ambiguamente tra la vita e la morte; tra embrioni, evoluzioni fetali e grumi residui in decomposizione, impastati direttamente sul supporto, come nelle tre Tête d’Otage degli anni ’50. L’esposizione, curata da Renato Barilli, che si avvale della collaborazione di Roberto Pasini, noto studioso del movimento, intende offrire un ampio sguardo, organico e sintetico, delle relazioni e le affinità più o meno esplicite che legarono una schiera di artisti, quasi tutti coetanei, alle poetiche dell’Informale. A cominciare dal suo comprimario Jean Dubuffet, in mostra con tre tele dai grafismi fluidi e mobilissimi, in cui la superficie pittorica è incisa, scalfita e graffiata da grovigli segnici in una spazialità fitta e avvolgente; al russo Nicolas de Staël e il tedesco Wols, l’altro francese Pierre Soulages e lo spagnolo Antoni Tapies, fino alle presenze italiane di Lucio Fontana, Alberto Burri, Leoncillo, Ennio Borlotti, Mattia Moreni, introdotti da un nucleo di opere di Giorgio Morandi, di proprietà della Fondazione che confermano l’intuizione di Francesco Arcangeli sulla vicinanza tra l’ultima fase del bolognese e la pittura materica degli anni ’40.

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Jean Fautrier e l’Informale in Europa
Mamiano di Traversetolo (Parma), via Fondazione Magnani-Rocca 4
Periodo: dal 14/09/2002 al 01/12/2002
Ingresso 8 euro; ridotto 4 euro
Orario biglietteria 10-17, chiusura museo ore 18
Tel.0521 848327/848148, e-mail: info@magnanirocca.it Catalogo Mazzotta con testi del curatore Renato Barilli, Roberto Pasini e con ricchi apparati bio-bibliografici a cura di Fabriano Fabbri.
Come raggiungere la Fondazione da Parma(17 Km circa):
in autobus, linea TEP. n.12 per Traversetolo dalla stazione F.S.
in auto, direzione Traversetolo seguendo le indicazioni per Basilicanova e quindi Mamiano dove, appena dopo l’abitato, sulla sinistra, si trova il parcheggio antistante la Fondazione;
uscita autostradale consigliata: Parma Centro direzione Traversetolo(da Bologna)oppure Parma Ovest direzione Collecchio-Sala Baganza-Felino_Mamiano(da Milano)


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