Ospitale, intima e accogliente. E’ così che dovrebbe essere l’atmosfera familiare della casa americana della classe media, mentre gli spazi fotografici di Gregory Crewdson si rivelano distanti, minacciosi, luoghi estranei e ambigui; sono ambienti domestici che trasudano storie, evocano sospensione e attesa, dove compaiono personaggi sorpresi in banalissimi gesti bloccati, sguardi persi nel vuoto, segnali dello scorrere ordinario di una normale quotidianità in cui l’apparente fragilità di alcune situazioni diventa inquietudine. ‘Poltrone abbandonate alla loro solitudine domestica, finestre che si aprono sulla finzione della notte americana, incendi divampati nei boschi’ diventano, secondo Achille Bonito Oliva, indizi visivi dello sguardo sospensivo e attento dell’artista. Crewdson, (New York, 1962) presenta
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www.sitesantafe.org/exhibitions/virtualgalleries/frcrwan/crewdsonqa.html
www.artnet.com/ag/fineartthumbnails.asp?aid=4589
elvira vannini
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