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Fino al 14.IV.2018 | I Lied In Visa Center | Gallleriapiu’, Bologna

di - 5 Aprile 2018
A cavallo della scorsa edizione di Arte Fiera negli spazi di GALLLERIAPIU’ ha inaugurato “I Lied in Visa Center” a cura di Kateryna Filyuk. La collettiva vede la partecipazione di ben otto artisti operanti tra l’Europa dell’est, in particolare Ucrania e Serbia, ed il nostro Paese. Ana Blagojevic (RS/IT), Andrii Dostliev (PL/UA), Lia Dostlieva (PL/UA), Alevtina Kakhidze (UA), Ola Lanko (NL/UA), Elena Mazzi in collaborazione con Enrica Camporesi (IT) e Stefan Milosavljevic (RS/IT), hanno lavorato tutti sul focus dell’identità. La società liquida, auspicata da Bauman, se da un lato ha creato individui sempre più smart, continua anche a provocare drammi esistenziali frutto di sradicamenti forzati dai propri luoghi di origine, senza dover necessariamente dover scomodare l’inflazionato tema dei migranti di cui sono saturi giornali e tv.
I lied in visa center about my parents. They are in Luhansk è una frase trovata da Lia Dostlieva (1984) nella toilette del Martin-Gropius-Bau di Berlino e che ha dato vita all’omonima serie di lavori, scritte a marker su scotch carta, e dato il titolo a questa mostra. Per rievocare quell’input, una delle scritte arriva fin nel bagno della galleria. Particolarmente interessanti i due lavori all’ingresso: Andrii Dostliev (1984), con la serie Occupation ironizza sulle sue origini attraverso un finto archivio di foto di famiglia (quello vero è andato perso nella città occupata di Donetsk) ricreato con alcune fotografie e cartoline vintage trovate nei mercatini delle pulci che, una volta manipolate, gli ricordavano alcune delle sue vecchie foto perdute, il tutto è affiancato da alcune didascalie sarcastiche. Ola Lanko (1985) con Tipple Cripple condivide un processo partendo da uno studio sulle fotografie di Bernd & Hilla Becher raffiguranti strutture minerarie costruite da migranti russi e ucraini tra gli anni ’30 e ‘40 sugli in Pennsylvania. Affascinata dall’approccio rudimentale di quelle costruzioni l’artista ha invitato due lavoratori nordafricani residenti in Emilia a ripetere l’esperimento fornendo loro tutti i materiali e una fotografia dei Becher come riferimento.
I Lied in Visa Center – Ola Lanko – Tipple Cripple
Segue Performing the self – the interview, un lavoro a quattro mani di Elena Mazzi (1984) ed Enrica Camporesi (1985), una video performance che ricostruisce verosimilmente un colloquio tra un funzionario di polizia e un richiedente asilo, conversazione che finirà inevitabilmente, nonostante i buoni propositi, per prendere una piega che tende ad enfatizzare stereotipi e differenze. Stefan Milosavljevic (1992), di origine serba ma residente in Italia fin dalla tenera età, e il più giovane degli artisti in mostra e tenta di ricostruire le sue origini in un’istallazione composta da due lavori: due foto contrapposte di lui da bambino in Not longer not you e Let us be together, dove ricopre di ratluk, un ingrediente per dolci della tradizione serbo-croata, alcune copie in gesso di classici ritratti scultorei italici. Con il suo wall-drawing dal titolo If tolerance is the ability to deal with, Alevtina Kakhidze (1973) ci racconta la situazione degli sfollati interni in Ucraina, in particolar modo quella degli anziani pensionati, come sua madre, costretta a percorrere migliaia di kilometri e ostacoli, burocratici e non, ritrovandosi costretta anche a dover mentire per poter esercitare il legittimo diritto a ritirare la sua pensione minima. Infine Ana Blagojevic (1988) con il suo progetto Recovery propone un’indagine audiovisiva sulla scena musicale underground nelle regioni dell’ex Jugoslavia e allo stesso tempo una ricerca personale sulla madrepatria perduta che arriva, con un’istallazione video, fino al basement della galleria, sede della web radio.
Vincenzo D’Argenio
mostra visitata il 4 febbraio

Dal 1 febbraio 2018 al 14 aprile 2018
Ana Blagojevic, Andrii Dostliev, Lia Dostlieva, Alevtina Kakhidze, Ola Lanko, Elena Mazzi e Enrica Camporesi, Stefan Milosavljevic, I Lied in Visa Center.
Gallleriapiù, Bologna
Via del Porto, 48 a/b, 40123 Bologna
Info: http://www.gallleriapiu.com/

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