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Fino al 18.III.2017 | Alberto Scodro, EOCENE | CAR DRDE, Bologna

di - 31 Gennaio 2017
EOCENE è l’era geologica in cui si formarono le grandi catene montuose che oggi conosciamo, il tempo in cui nacquero i primi mammiferi moderni, un’età significativa che pose le condizioni necessarie per la futura comparsa ed evoluzione dell’uomo. Fin dalle origini, l’essere umano creò una relazione profonda con il patrimonio minerale: dalla produzione dei primi utensili all’estrazione dei metalli, passando per le proprietà magico-religiose che gli erano riconosciute fino alle sperimentazioni alchemiche, e poi scientifiche, messe in atto in molteplici culture e geografie.
Torniamo a oggi. “EOCENE” è anche il titolo della mostra personale dell’artista vicentino Alberto Scodro, classe 1984, che si apre da CAR DRDE a Bologna nei giorni di Arte Fiera.
Al centro della sua pratica vi è, silenzioso, il processo di fusione – con sabbie e metalli, vetri e pigmenti, ossidi e rocce, gessi e resine – attraverso il quale l’artista realizza sculture astratte, aleatorie, mimetiche di un mondo invisibile.
Misurando il comportamento, la resistenza e la trasmutazione di materiali di origine minerale sottoposti al calore, Scodro produce manufatti senza tempo, temprati da una tecnica atavica ma fossili della contemporaneità, che pronunciano cromie delicate e morbide su superfici porose di sembianza tellurica, risultato di un processo imprevedibile e mai calcolabile.

Ed è proprio l’aspetto aleatorio a diventare una delle cifre stilistiche del lavoro, con il quale l’artista sperimenta la materia, subordinata al fuoco, e l’interazione spontanea degli elementi per favorirne la totale libertà morfologica. Attualizzando l’immagine archetipica dell’alchimista – è bello ricordare che in tempi remoti, con la nascita della metallurgia, l’alchimista era il “signore del fuoco”, colui che ne dominava il potere e che, per mezzo della fusione, perfezionava l’opera della natura – , Scodro lavora in prima persona nelle fonderie per osservare le mutazioni, le alterazioni, le opposizioni o gli incidenti formali degli elementi che si manifestano in composizioni intime e riservate.
Allestite dentro l’intero spazio della galleria, in equilibrio con le pareti in cemento e il pavimento plumbeo (finalmente un’alternativa al display del “white cube”), le sculture sono disposte a terra, come MOLE #1 e #2, le due fusioni di tane di talpa, rispettivamente in resina/terra e bronzo; oppure esposte a parete, come SPRING #11 o AUTUMN #3, che si offrono con superfici dense di colori e contrasti; o ancora discendendo dal soffitto, come UNTITLED (CHIMNEY BRUSH) che si concede allo sguardo da una prospettiva altera.
Infine, la scultura SPIGA D’ORATA, chiude il percorso: è la fusione in bronzo di una spiga e di una lisca di pesce (un’orata, per giocare con le parole usate nel titolo dall’artista) unite alle estremità e ricoperte in foglia d’oro. Come una sintesi tra terra e acqua, una ierogamia contemporanea, questa scultura dorata è l’unione simbolica dei due elementi da cui ha origine la materia. E il suo colore, allegorico ed eterno, ci suggerisce forse il fine ultimo dell’opera alchemica: la trasmutazione dei metalli in oro.
Francesca Ceccherini
mostra visitata il 28 gennaio
Dal 28 gennaio al 18 marzo 2017
Alberto Scodro, EOCENE
CAR DRDE
Via Azzo Gardino 14/a Bologna
Orari: da mercoledì a sabato dalle 15: alle 19:30
Info: www.cardrde.com

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