Alfred Sisley (1839-1899) ha dovuto attendere il 2002 per vedere il primo grande ciclo di retrospettive sulla sua opera. Ferrara, Madrid, Lione, queste le città che ospiteranno l’evento. Curata da Mary Anne Stevens e Ann Dumas, la rassegna è concepita con un taglio storico- cronologico. Una scelta questa che permette sia allo studioso sia al visitatore più profano di cogliere chiaramente gli influssi e gli scambi che Sisley ebbe con gli altri protagonisti dell’Impressionismo e l’evolversi lento e costante della tecnica e della sua estetica.
Le opere degli anni sessanta hanno come sfondo le campagne parigine, luoghi che videro svilupparsi l’Impressionismo.
Nella quinta sezione della mostra, che comprende i dipinti dal 1880 al 1895, vi è una tela di una bellezza malinconica ed indimenticabile: Il ponte a Saint-Mammès del 1881. Anche qui la costruzione dell’immagine è sostanzialmente geometrica. Il cielo occupa i due terzi della tela in orizzontale, mentre il ponte con i suoi piloni in muratura occupano un terzo in verticale. All’interno di questa maglia d’equilibrio geometrica, si libera il colore con le miriadi di sfumature, date con veloci, abilissime e calibrate pennellate dei riflessi del fiume. La pesantezza materica dei piloni si stempera sino a perdersi nell’immagine riflessa dell’acqua.
La mostra si chiude con una sezione dedicata alla serie di La chiesa di Moret, il confronto con le Cattedrali di Rouen di Monet è immediato. Laddove Sisley riesce a cogliere puntualmente la “verità del reale” c’è da chiedersi se Monet non sia stato effettivamente il padre dell’astrattismo novecentesco.
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www.ibiblio.org/wm/paint/auth/sisley
www.comune.fe.it/diamanti/mostra/
Giulia Farinelli
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Trovo sempre i tuoi commenti molto suggestivi, hai tutta la mia ammirazione.
Sisley, finalmente l'onore a chi veramente lo merita. I suoi quadri risvegliano l'anima e la luce quasi abbacina la vista.
Meraviglioso