Dopo le partecipazioni a mostre ed eventi collettivi d’arte visiva (e dintorni), e la frequentazione del corso alla Fondazione Ratti, per Riccardo Benassi (Cremona, 1982) è il momento del confronto individuale con uno spazio finora sempre condiviso. Non sembra essere un caso la scelta di Bologna, città dove l’artista frequenta il DAMS e che più volte lo ha visto tra i giovani artisti selezionati proprio al Premio DAMS.
La prima personale mette sotto i riflettori le diverse capacità di un artista che ha fatto virtù del suo essere poliedrico. Il video Decline Decadenza, già presentato in occasione della performance di febbraio a Cremona, propone una riflessione di stampo psicogeografico dove, come dice la curatrice Francesca Pagliuca, “i residui delle demolizioni si ergono quali emblemi di una condizione condivisa”. L’abile contrasto che la malinconia dei contenuti crea, in contrapposizione alla poesia delle immagini, è fondamentale anche in senza titolo: 19 febbraio 2005 (video installazione). La pulizia giornaliera dell’aia, infatti, è presentata come ipnotico moto di un gesto differentemente ripetuto, come il naufragio quotidiano in una sempre più diffusa e multi etnica alienazione.
Poi c’è La stanza degli errori e dei desideri: luogo di sperimentazione e progettualità. Aprendo la porta del suo “studio”, da cui un ventilatore (cavia da laboratorio) cerca di scappare, l’artista conferma la sua irrefrenabile passione per lo spostamento e per il ready-made, seppur di natura concettuale.
Cinico ed irriverente come il situazionismo, e prima ancora il dadaismo, cui sembra ispirarsi, espone una piccola teca contente erba sintetica dal titolo + Prati – Preti. Ritorna anche in uno “schizzo notturno” la sua strana passione per i crolli e le demolizioni, che lo porta addirittura a ritrovare in Diabolik l’antenato dei black-bloc, rappresentandolo impegnato in una dura lotta contro l’Euro.
Il passamontagna nero che caratterizzava l’autista del pullman di Decline Decadenza Tour, viene fatto indossare al viso simbolo dei cioccolati Kinder. Il suo sorriso, che la nuova veste rende beffardo, è la prova che lo definisce come un “ladro di merendine”.
Questa varietà di mezzi e soluzioni si colloca in una contemporaneità che da un lato sembra richiedere sempre nuove sfaccettature, mentre dall’altro presenta le sue lamentele se queste intromissioni suonano particolarmente azzardate. L’assolo di Benassi pone all’attenzione di chi ancora non l’avesse capito, il fatto che i ventilatori non sono che una parte della sua ricerca, e che la loro “mania di protagonismo” non è altro che un’escamotage comunicativo.
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Corso di Arti Visive della Fondazione Ratti
claudio musso
mostra visitata il 16 aprile 2005
Riccardo Benassi, solo_exhibition, Villa Serena, via della barca, 1 – Bologna, a cura di Francesca Pagliuca – orario di visita: venerdi’ e sabato 21pm – 1am o su appuntamento telefonando al 051 271533 (ladis) o 051 6154447 – ingresso: libero – informazioni: www.curvatura10.it
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