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Fino al 21.V.2002 | Figure nel tempo – Bruno Cattani | Modena, Sala piccola di Palazzo Santa Margherita

di - 9 Aprile 2002

«Ho cercato a lungo, nell’universo fotografico di Bruno Cattani, ciò che continuava a provocare le vertigini…». Così si interroga Michèle Moutashar, direttore del Museo Reattu di Arles, e similmente molti altri di fronte alle immagini che Bruno Cattani ha realizzato ponendosi di fronte a statue dei secoli passati, con in mano una macchina Polaroid caricata con pellicola in bianco e nero. Una ricerca, questa, che ha origine nel progetto che alcuni anni fa coinvolse diversi fotografi di Reggio Emilia in una lettura fotografica degli spazi e delle raccolte dei Musei Civici. Da allora, Cattani ha approfondito ed elaborato la propria ricerca personale, dapprima cogliendo i rapporti tra l’immobilità spaziale e l’atemporalità delle opere, e la fugacità del passaggio dei visitatori, poi concentrandosi interamente sulle sculture. Da qualche anno, ciò avviene appunto attraverso l’uso della Polaroid, che permette una maggiore immediatezza nel momento creativo, ma necessita anche di grande abilità nel saper ottenere il risultato voluto interamente al momento dello scatto. La serie esposta in queste settimane presso il Palazzo Santa Margherita di Modena, a cura della Galleria Civica, presenta il frutto più recente di questa ricerca, con un’immagine di due teste infantili romane del Museo di Reggio – forse il punto di partenza – e le altre colte nei grandi musei di Roma, Berlino, Parigi.
Le immagini, di grande densità tonale, analizzano il soggetto avvicinandone le parti più espressive, gli occhi, le mani, i profili decisi o sinuosi, cosicché talvolta i corpi di pietra sembrano l’incarnazione del modello redivivo, talaltra l’evidenza del relitto frammentato sprigiona una forte aura di mistero. Le Polaroid, nel piccolo formato quadrato, sono inoltre presentate a volte singolarmente, ma più spesso vanno a costituire dittici e trittici, soluzione con cui Cattani amplia ulteriormente lo spettro analitico e interpretativo al tempo stesso, moltiplicando ora i punti di vista ora le relazioni tra gli oggetti. In alcuni di essi, infatti, statue diverse sono poste a dialogo in reciproca assonanza, in altri lo spostamento del punto di ripresa può modificare i rapporti all’interno dei gruppi oppure interessare un unico soggetto, dando vita a sequenze delicatamente disorientanti. «Erede d’una tradizione di una fotografia di documentazione artistica che si trasforma in pura interpretazione soggettiva… – scrive di lui Walter Guadagnini – Fotografia d’opera d’arte che diviene a sua volta opera».

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comune.modena.it/galleria

Daniele De Luigi


“Figure nel tempo”
Dal 17.III al 21.V.2002.
Modena, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103
Ingresso: gratuito
Catalogo: 11 €
Orari: dalle 10 alle 13, dalle 16 alle 19. Chiuso lunedì
Tel: 059/206911 Fax: 059/206932 E–mail: galcivmo@comune.modena.it


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