Quella presentata a Bologna (in collaborazione con la casa editrice Damiani) è una personale anomala nella produzione fotografica di Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno dei maestri italiani del bianco e nero dal dopoguerra a oggi. La sua è una realtà vissuta attraverso frammenti e particolari, una veloce rassegna del presente ripreso da vicino e di sfuggita, una sospensione temporale forzata che eternizza il quotidiano per restituirlo con forme e colori intensi ed esasperati.
Jodice mostra un “archivio laterale”, una raccolta di scatti priva di quell’organizzazione e di quell’ordine che ha caratterizzato per anni la sua produzione fotografica in bianco e nero.
La mancanza di una tematica che leghi le fotografie in esposizione viene compensata da uno sguardo soggettivo coerente, da un’unità stilistica forte, frutto di una riflessione e di una presa di coscienza sul ruolo del colore come strumento di amplificazione di visioni interiori. La grande stagione del barocco napoletano nelle chiese e nei dipinti di Capodimonte, la statuaria greco-romana del Museo Archeologico, gli affreschi frammentati di Paestum e di Pompei e gli inquietanti ossari delle cripte, vengono ritratti attraverso scatti teatrali e caravaggeschi, particolarmente attenti ai giochi della luce sulle superfici di marmo e pietra. Architettura e paesaggio escono invece anche oltre i confini della città natale, per addentrarsi nel deserto del Gobi, a Petra e a Palermo, con riprese a distanza che esaltano la grandiosità della
giulia pezzoli
mostra vista il 27 gennaio 2006
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