sono aperti i lavori al Workshop VANT 2000. Qualche assenza dovuta al periodo estivo e allo sciopero degli aerei non ha influenzato gli esiti. Il dibattito si è articolato su un complesso e ampio nucleo tematico: il rapporto tra l’arte visuale e le tecnologie.
L’arte degli ultimi trenta o quaranta anni è mutata rapidamente: è stata segnata dall’ingresso dei mezzi tecnologico-digitali, soprattutto del video, dall’interazione con lo spettatore e dalla messa in scena di performances.
Si complica anche il rapporto con le istituzioni mussali: come inserire una videoinstallazione in un museo? E’ sufficiente mettere dei monitor lungo il percorso del visitatore? Qual è la relazione del video con il fruitore, quale quella con l’ambito spazio-temporale? La tradizionale concezione del museo, secondo Elena Volpato non può più soddisfare. La relatrice propone il metodo adottato dalla videoteca della GAM di Torino: cinque monitor a disposizione, nei quali lo spettatore può scegliere cosa vedere, in che modo e con che tempi.
L’arte contemporanea, dalla video-arte alla sperimentazione digitale legata ad Internet, implica una profonda interattività, come ci ricordano Silvia Bordini (docente dell’Università “La Sapienza” di Roma) e Valentina Valentini (docente dell’Università di Calabria). L’artista coinvolge il corpo in modo nuovo: il corpo dei soggetti, il corpo dello spettatore (come fanno Abramovic e Viola) e quello dell’artista stesso ( Pane, Acconci). Diversi modi di vedere e di vedersi che entrano in contatto con aree estranee all’arte, come il teatro e soprattutto la tecnologia.
Video e diapositive accompagnano gli interventi dei relatori. Molti spunti di riflessione: di tipo teorico nella mattinata e più pratico nel pomeriggio attraverso l’esperienza di Sandra Lischi dell’Università di Pisa.
Inoltre il Workshop vuole confrontare terreni di sperimentazione diversi da quelli italiani. Oggi hanno presentato la loro esperienza alcuni rappresentanti (il direttore Dongiovanni e un’artista Sandra Kogut) del centro francese CICV Pierre Schaeffer.
Nei prossimi giorni continuerà la discussione con relatori italiani e stranieri provenienti dall’Università del North Texas e dalla Germania con il ZKM (Center for Art and Media Karlsruhe).
Programma più dettagliato è disponibile a:www.cs.unibo.it/vant2000/
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