Lo Spazio Aperto della GAM accoglie un evento di arte pubblica fuori dal comune, coordinato da Roberto Daolio e concretizzato in sette progetti di altrettanti artisti invitati: Silvia Cini, Emilio Fantin, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Torelli e Marco Vaglieri. I progetti sono ideati per una integrazione nel nuovo reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale S. Orsola di Bologna, ancora in costruzione. L’obiettivo è quello di accompagnare, coinvolgere e divertire i ragazzi ospiti e le loro famiglie un compito difficile, un obiettivo complesso e stimolante.
D’altro canto l’iniziativa e la stessa mostra sono il segno di un cambiamento di visione riguardo l’ambiente dell’ospedale, ma anche riguardo il concetto di arte. Il primo diventa uno strumento terapeutico già a partire dal design degli ambienti. La seconda diventa un servizio al cittadino, assumendo, in questo caso particolare, un valore educativo e psicologico.
Tra le decorazioni geometriche di Claudia Losi e il proiettore di ombre cinesi colorate ideato da Sabrina Mezzaqui spicca il progetto più completo dell’iniziativa, un gioco realizzato da Silvia Cini. L’idea di partenza è la creazione di un piccolo orto/giardino botanico dove ad ogni pianta è collegata la storia del paese di provenienza assieme ad una fiaba tradizionale. Parte dell’opera sono anche le istruzioni del gioco, che si avvale di cubi colorati, altalene e di una versione virtuale 3D. Emilio Fantin regalerà invece ai piccoli pazienti un gigante volume illustrato che racconta la favola de I musicanti di Brema, storia di quattro personaggi con un sogno comune in nome del quale diventano amici e sconfiggono la sorte. Ma il compito più difficile e delicato è quello assolto da Sabrina Torelli, che ha preparato un intervento per la zona sosta salme. Si tratta di una installazione sonora: una sfera dorata appesa al soffitto da cui proviene il canto di un usignolo.
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carolina lio
mostra visitata il 16 giugno 2004
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