Un percorso espositivo che si scioglie attraverso due sedi espositive: l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria e l’ex Chiesa di San Mattia, attraverso le quali si districa un iter realmente battuto e percorribile, lungo il quale si sono sciolti sinuosi i tanti corsi d’acqua che da sempre segnano tanta parte del territorio bolognese.
In particolare, le sale più antiche della Biblioteca Universitaria attraverso i documenti esposti ci svelano il delinearsi del retroterra scientifico del sapere sul moto delle acque in età moderna, giungendo così a svelare a poco a poco gli elementi antropologici e naturalistici più caratteristici del territorio bolognese.
Nella seconda sede invece, si illustra il sapere pratico di chi ha tratto dall’empiria soluzioni geniali e innovative per lo sfruttamento delle risorse idriche e che con ingegno e straordinaria abilità ha ideato e costruito imbarcazioni, arrivando a far luce sulla quotidianità di quanti vivevano in quei territori.
A fronte di queste acquisizioni di fondamentale importanza risultò l’esperienza di studio e di ricerca di Luigi Ferdinando Marsili: protagonista dissimulato di tutto l’allestimento.
Uomo del ‘600, ufficiale dell’armata di Leopoldo I, nonché antropologo, etnologo e naturalista, autore delle “Memorie idrauliche sulle acque stagnanti del Reno, dedicate a Benedetto XIII”, guardando alla terra come ad un gigantesco corpo umano, presenta i fiumi, i differenti corsi d’acqua come se fossero contemporaneamente arterie nonché linee sulle quali si incontrano e si scontrano poteri opposti e culture differenti, luoghi presso i quali si fronteggiano spesso intersecandosi diverse quotidianità; e tra i fiumi un ruolo fondamentale spetta al Danubio presso il quale lo stesso Marsili in qualità di generale guidò le sue truppe.
Ecco che allora ritroviamo esposte le numerose mappe redatte per muoversi meglio attraverso quei territori e tutta la grande e preziosissima mole di documenti cartografici e grafici che il bolognese fece realizzare dai suoi collaboratori per poter continuare a studiare la flora e la fauna dei luoghi visti e vissuti e insieme la configurazione del territorio.
Lungo le navate dell’ex Chiesa di San Mattia troveremo invece autentiche ricostruzioni sceniche del mondo delle acque attraverso le quali potremo riscoprire luoghi del bolognese per lungo tempo dimenticati quali antiche fontane e zone in cui erano presenti macchine mosse da ruote idrauliche. Poi a poco a poco l’orizzonte si amplia e dalla città si passa al territorio impreziosito dalle decorazioni pittoriche delle ville senatorie che trasmettono con efficacia il senso e l’importanza delle numerose vie d’acqua della zona in questione.
La mostra dunque con le sue due sedi espositive si impone all’attenzione del visitatore come un importante occasione per scoprire un materiale documentario poco noto e forse mai proposto prima come parte di un progetto di ricerca più complesso e fatto di molteplici aspetti.
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