Categorie: bologna

Fino al 9.III.2002 | Fabio Torre | Bologna, Galleria Studio G7

di - 27 Febbraio 2002

Bastano una decina di tele a sintetizzare efficacemente gli ultimi anni di ricerca pittorica di Fabio Torre, bolognese cinquantacinquenne con un non lontano passato da veterinario. Forse merito della calda e intima partecipazione che si prova nel vedere i suoi quadri, di quella sensazione di già visto che costantemente richiama il potere sublimante della fotografia, spesso ti riporta alle immagini di certo cinema e a tratti sembra farti scorgere un personaggio di Hopper stagliato sul controluce di una vetrata.
E’ l’Ex Falegnameria di Via Val D’Aposa, uno dei due spazi espositivi dello studio galleria G7, che ci regala la prima personale bolognese di Fabio Torre. Una breve serie di oli su tela nei quali una raffinata tecnica pittorica si fonde sinergicamente con le suggestioni della visione fotografica.
Di assoluta centralità nelle sue opere è la figura umana, immobilizzata in un frammento di esistenza. Un corpo che ci appare quasi sospeso, nell’attesa di riprendere il movimento, congelato in un’istantanea, catturato nel mezzo di un’azione qualsiasi. Come in una foto appunto o, ancor meglio, in un frame cinematografico. Neanche la forma del dittico (qui presente in più occasioni) serve a dare continuità all’azione, ad imprimere forza narrativa all’immagine.
Da qui forse l’alone di mistero che sembra circondare le scene ritratte, il silenzio e la solitudine che quasi percepisci fisicamente, la sensazione di straniamento che si accompagna e mai stride con la quotidiana “normalità” metropolitana dell’ambientazione. Un contesto scenografico rarefatto, privato di ogni elemento superfluo, scarnificato nelle forme come nella gamma cromatica, affidata quasi esclusivamente a un bianco e nero di chiara matrice fotografica.
Solo la profonda incidenza della luce ravviva e allo stesso tempo, paradossalmente, “ferma” in maniera più netta la staticità delle figure. Ci fa leggere il frammento di realtà, l’immagine raffigurata. Ma è solo un attimo: perché l’uso del controluce, abbinato a una riproduzione in negativo della realtà, acuisce ancora una volta la sensazione di straniamento che la visione delle opere produce.
La sintesi a questo punto sembra compiuta, Fabio Torre riesce magistralmente a registrare su tela attimi di una quotidianità qualsiasi, sospesa fra dejà-vu e mistero, fra ordinarietà e straniamento. Come il fotogramma di un film, come un’immagine fotografica. O come un racconto di Carver.

articoli correlati
Fabio Torre. Personale
link correlati
www.fabioparisartgallery.com/ftorre/

Marco Gambula


Fabio Torre
Dal 26/01/2002 al 09/03/2002.
Bologna, Galleria Studio G7, via Val D’aposa 4/a
Ingresso: libero
Orari: dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso: Domenica
Tel/fax: 051/266497
Catalogo con testo di Claudio Marra


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

Un’asta per il Rojava: gli artisti si mobilitano per sostenere la regione curda sotto attacco

Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…

21 Febbraio 2026 21:52
  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la Società delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00
  • Mercato

Freud, Bacon, Kossoff: la School of London va all’asta da Sotheby’s

Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…

21 Febbraio 2026 16:08
  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30