Categorie: bologna

fino all’1.IV.2006 | Matthias Biehler / Mary Obering | Bologna, Galleria Studio G7

di - 7 Marzo 2006

La fotografia ha trascorso i suoi primi decenni di vita su rigide e pesanti lastre di peltro (dagherrotipi), per poi sostituirle gradualmente con supporti cartacei. Oggi in pochi scommetterebbero su un ritorno a quei primordi, ma Matthias Biehler (Santiago del Cile, 1958) ha riaperto i giochi. Da tre anni trasferisce l’emulsione fotografica su lastre di cemento; impone a immagini create dalla luce una difficile convivenza con un supporto che è la quintessenza della pesantezza.
Come Joseph Nicephore Niepce, che puntava la prima fotocamera della storia su una modestissima veduta di case e tetti, offertagli dalla finestra del proprio studio, Biehler spesso testa la propria invenzione su anonimi particolari architettonici. Il soggetto affrontato, la granulosità del supporto e la scelta del bianco e nero rendono possibile un’incredibile somiglianza tra alcuni suoi lavori e quella che viene considerata la prima fotografia della storia: la Veduta da una finestra della casa di Gras”(1826-27) di Niepce.
L’artista riesuma aspetti arcaici del medium fotografico e li spinge su terreni poco battuti. I giochi chiaroscurali della fotografia sono ammorbiditi dalla granulosità del cemento, mentre quest’ultimo, avvolto da soffici sfumature, perde la sua rigidità e acquista un’inaspettata leggerezza. Se Biehler obbedisce a quello che secondo Rosalind Krauss è il vero imperativo dell’arte contemporanea –Reiventare il medium-, Mary Obering (Luoisiana, 1937) celebra i vecchi fasti del linguaggio pittorico. Le sue tavole sagomate, spesse fino a quindici centimetri, riproducono, in tanti rettangoli, esempi impeccabili di tecniche artistiche da museo. Come in un campionario di effetti pittorici del passato, si passa senza interruzioni da una superficie rivestita con foglia d’oro o d’argento alla creta brunita, dall’encaustica a raffinatissime campiture di colore a tempera.

Dense paste vengono distribuite sulla superficie pittorica, lasciando intravedere, lungo i margini sfrangiati dei rettangoli, un lento e sapiente lavoro di stratificazione del colore. I dipinti della Obering devono molto alla pittura italiana pre-raffaellita, ma anche alle reiterazioni di moduli rettangolari del Minimalismo e all’amicizia con artisti del calibro di Carl Andre, Donald Judd, Sol LeWitt, Robert Mangold ed Elizabeth Murray.
Se due artisti tanto diversi sono stati riuniti in un questa doppia personale lo si deve alla presenza di alcuni punti di contatto. All’aspetto scultoreo conferito ad oggetti di natura bidimensionale, foto e dipinti, e alla grande attenzione prestata alle origini del proprio medium d’adozione, sia esso la fotografia o la pittura.

link correlati
www.maryobering.com

enzo lauria
mostra visitata il 23 febbraio 2006


Matthias Biehler / Mary Obering – dal 18 febbraio al primo aprile 2006
Galleria Studio G7, Via Val D’Aposa 7g (40123) – orario : da lunedì a sabato, 15:30 – 19:30.  – Mattino e festivi per appuntamento (possono variare, verificare sempre via telefono) – ingresso libero – Info: tel/fax +39 051266497 – info@galleriastudiog7.itwww.galleriastudiog7.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Cinema

L’anno che verrà, al cinema: i film più attesi del 2026

Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre

1 Gennaio 2026 17:46
  • Attualità

Nel Capodanno di Amsterdam va in fiamme la Vondelkerk, capolavoro del neogotico

Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…

1 Gennaio 2026 17:42
  • Arte moderna

Sargent: il lampo che abbagliò Parigi. Ora in mostra al Musée d’Orsay

Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…

1 Gennaio 2026 16:00
  • Libri ed editoria

L’AI spopola nella moda. E un nuovo progetto editoriale la racconta

FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…

1 Gennaio 2026 14:00
  • Arte contemporanea

In Tasmania c’è una nuova installazione permanente di Anselm Kiefer

A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…

1 Gennaio 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Driant Zeneli, la favola che cade nel reale: la mostra in una ex chiesa di Lecce

La storica chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa, nel centro di Lecce, ospita una suggestiva mostra di Driant Zeneli:…

1 Gennaio 2026 9:30