Artsinergy, oltre ad essere una rete di gallerie dislocate sul territorio nazionale, è un progetto che mira a promuovere proposte artistiche e curatoriali attraverso un’impeccabile attività organizzativa e pubblicitaria. Per la sede di Bologna ha organizzato, con la collaborazione del critico e curatore Gianluca Marziani, una collettiva di cinque pittori contemporanei italiani. Una mostra che lascia piena libertà d’espressione agli artisti e che non intende snaturarne l’estro creativo attraverso l’imposizione di un tema.
Angelo Bellobono propone un’analisi in chiave esistenzialista della figura umana. Visi dall’imponenza scultorea e duri nell’espressione, oppure diafani e dai contorni evanescenti, lasciano trasparire debolezze, tensioni interiori, angosce e ferite malcelate. Emerge il rapporto conflittuale dell’uomo con il proprio corpo e con i farmaci.
Marco Colazzo costruisce dei fondali melmosi e inconsistenti, ereditati dalla stagione informale, per poi stagliarvi contro immagini di bambole, pupazzi, marionette, giocattoli o sculture dalla nitidissima definizione volumetrica; quasi sagome ritagliate al computer e incollate su sfondi estranei. Questa definizione solida e tridimensionale delle immagini pittoriche in Giorgio Lupattelli è accompagnata da una cura maniacale per i particolari. Il suo sguardo si addentra nei meandri della meccanica e dell’anatomia umana, con l’intenzione di renderne visibili gli aspetti nascosti che ne governano il funzionamento. Schemi e convenzioni tipiche delle illustrazioni dei manuali tecnici aiutano l’artista in questo lavoro.
Una pittura altrettanto meticolosa è quella di Franco Giordano, anche se qui la realtà viene sottoposta ad un vero e proprio processo di sintesi, ridotta ad un numero esiguo di gradazioni tonali e di valori cromatici. La superficie pittorica è suddivisa in tante piccole aree riempite con campiture piatte di colore. Il punto di partenza per queste immagini sono delle fotografie, realizzate dallo stesso artista, che riprendono aspetti futili e banali della vita di tutti giorni.
Lontanissimi dalla quotidianità sono gli scenari fantasy del duo Matia (Laura Della Gatta e Pino Giampà). Immagini costruite al computer con programmi di elaborazione 3D, stampate su tela e ritoccate con interventi pittorici. Ecco emergere profili di isole dalle forme spesso improbabili, avvolte da una luce accecante e da una perenne foschia.
Gianluca Marziani propone insomma il suo ennesimo Nuovo Quadro Contemporaneo italiano, una pittura che fa proprio il linguaggio di alcune nuove tecnologie, fotografia digitale e computer graphic, e che, parafrasando il titolo della mostra, si conferma eterna, sintomatica del presente. E primordiale.
enzo lauria
mostra visitata il 18 aprile 2006
Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre
Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…
Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…
FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…
A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…
La storica chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa, nel centro di Lecce, ospita una suggestiva mostra di Driant Zeneli:…
Visualizza commenti
viva bellobono e colazzo!