-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Ermenegildo
Visualizza Profilo
Base
| Tipo | Persona |
| Name | Ermenegildo |
| Cognome | Galfo |
| Indirizzo | via Sperlinga 45 [Residenza] – Sperlinga 94010 EN via Roma 27 – Modica 97015 RG cda Scardacucco snc |
| Città | Enna |
| Provincia | Enna |
| Regione | Sicilia |
| Nazione | Italia |
| CAP | 94100 |
| Sesso | Maschio |
| Cellulare | |
| Sito web | |
| Occupazione | Architetto |
| Titolo di studio | Laurea 2° Livello |
| Descrizione | Oggi, martedì 29 settembre 2009 riprendo ad impostare quanto interrotto per difficoltà, non casuali, affrontate nei mesi scorsi apportando delle variazioni minime; spero di aver trovato il modo per impedire che altri agiscano per impedirmi di proseguire secondo le scelte fatte chiaramente da parecchio tempo. Nei prossimi giorni continuerò a descrivermi, modificando ed ampliando quanto scritto lunedì 5, domenica 18 gennaio e domenica 8 febbraio 2009 scorsi. PER EVITARE EQUIVOCI SOTTOLINEO CHE SONO MOLTO RICONOSCENTE AD EXIBART.COM PREMESSA Sono una persona alla quale, nel tempo libero, piace giocare con le parole e divertirsi con le immagini. E per questo ho organizzato le immagini e stò elaborando i testi con dei riferimenti di modo tale che ciascuno, avendone voglia, possa divertirsi a trovarli con lo spirito di tutti coloro che passano del tempo libero “giocando” magari gustando, anche, qualcosa di buono secondo lo spirito delle molto romane “gite fuori porta”. Da diverso tempo, sono domiciliato in una località molto decentrata tra il Parco delle Madonie e quello dei Nebrodi avendo deciso di abbandonare Roma dove ho vissuto per decenni; ho viaggiato e, spero, di continuare a viaggiare. Quotidianamente, mi occupo di architettura, giardini e paesaggio che interpreto come “arte dello spazio da vivere” e, come Johann W. von Goethe e Friedrich W. J. von Schelling, considero “musica congelata”. Della “musica congelata” contemporanea prediligo quella dell’ arch. Paolo Soleri; e della “musica a temperatura ambiente” quella di Demetrio Stratos e di Steve Lacy. Comunque, ascolto ogni genere musicale pur preferendo, appunto, quella sperimentale e quella jazz. Quando posso pratico l’ arte: soprattutto, la “computer art” ed il disegno; saltuariamente, la fotografia; ed, ormai raramente, la pittura. Mi piace visitare musei e gallerie d’ arte; assistere a spettacoli di teatro e di danza. Coloro che vogliono sapere altro su di me e vedere la fotografia del mio aspetto possono visitare altri siti e blogs, individuabili più facilmente con il motore di ricerca “Google” digitando, ovviamente, “ermenegildo galfo”. La scelta del mio nickname “ekprhasis” è programmatica; a questa scelta sono stato indotto dalla presentazione della raccolta antologica di poesie “La luce migliore. Poeti americani in Italia”, Milano, marzo 2006, di Alessandro Carrera dal titolo “Un’ incrinatura nella ‘self-reliance’.” nella quale a pagina 20 scrive: “…’ekprhrasis, vale a dire della trasposizione verbale di opere pittoriche o di scultura…” poiché, completato il mio profilo, in futuro intendo gestire un blog in exibart.com. PERCEZIONE. IMMAGINAZIONE. ESPRESSIONE. La prima immagine, che presento al posto della fotografia del mio aspetto, è una sperimentazione personale di “computer art”: questa mi descrive meglio. La realizzai nel 2004 insieme ad altre intendendo esplorare le possibilità del tramite informatico per creare delle interpretazioni dell’ entità interiore dell’ esistente: la luce e, quindi, i colori artificiali del diplay nella essenzialtà di segni, rapporti di superfici al limite dell’ informe. Prossima al limite dell’ esistente senza tempo e senza spazio nella sola certezza della concettualità matematica. Limite immaginato perché, come affermava Samuel Taylor Coleridge: “La fantasia non è altro che un aspetto della memoria svincolato dall’ ordine dello spazio e del tempo”, ma raggiunto con il mezzo più adeguato dell’ intuizione indefinibile e, quindi, misteriosa, comunque umana; in tal senso, ritengo significativa l’ opinione di Albert Einstein secondo il quale: “L’ arte è l’ espressione del profondo nel modo più semplice”. Realizzai questa immagine,ispirato dai “tagli” di Lucio Fontana e, certamente, inconsciamente memore delle albe e dei tramonti alpini, visti quando praticavo le Dolomiti: sono un appassionato di alpinismo ma, ormai, non posso più permettermi di salire sulle vette delle montagne; mi limito a lunghe “passegiate” sulle Madonie. Mi resi conto del ruolo di questi ricordi montani solo qualche tempo dopo quando lessi la frase di Francis Bacon: “ Dal niente non nasce niente. Si ha bisogno delle immagini specifiche per schiudere le sensazioni più profonde”, citata dal critico Marco Goldin nel suo saggio critico “Percorso di Guccione” nel catalogo della mostra “Guccione, l’ azzurro”, tenutasi a Brescia fra il 22 ottobre 2005 ed il 20 gennaio 2006. Considero l’ arancione il trascorrere positivo della vita durante la quale il tramonto è la premessa della successiva alba; e mi ricorda anche la brace brillante, calda, asciutta che dal camino emana un piacevole tepore, come quello che si gode al contato di un morbido indumento di lana, provando sollievo e gioia, predisposizione d’ animo per la festa, occasionale stimolo per liberare la parte positiva della energia vitale opposta all’ aggressività negativa, eccesso che consuma, ben simboleggiato dal rosso. Il tramonto non è una fine ma il presupposto per un inizio, l’ alba, attraverso una rigenerazione che, secondo una visione serena e positiva, è la notte, non incubo pauroso ma realtà profonda, cantata da Novalis negli “Inni alla notte”, ben descritta da Elio Vittorini nel romanzo “Le città del mondo” con la frase: “…quello splendore blu che, a volte, è il buio…”. La luce; prima di tutto il sole, le stelle e la luna, quasi dimenticata come Pierrot, l’ eterno malinconico, ma, anche, il fulmine e la scintilla progenitrice del fuoco e d’ ogni cosa umana che illumina, progresso positivo che persiste in un mondo contemporaneo sempre sull’orlo del baratro. Il baratro nero, il vortice astrale che attrae tutto e nulla restituisce, oscuro. L’ oscurità non è il buio: in natura è quella della caverna e non del cielo notturno ché, se è luna nuova, c’ è almeno la luce delle stelle, la vittoriniana “gloria di stelle”. L’ abisso non è il baratro; è tante altre entità, come il profondo mare, il profondo cielo, ambienti opposti ed ardui per l’ uomo, ma possibili: due estremi che hanno in comune il blu e, riflettendo, come tramite, l’ arancione e l’ azzurro come nel cielo sereno al tramonto od all’ alba quando l’ orizzonte dei paesaggi sono incoronati da quel tocco d’ arancione che conclude o prelude al cielo azzurro splendente per il sole giallo. Intenpreto una affermazione di Vincent van Gogh che svela: “Non c’ è blu senza il giallo e senza l’ arancione”, immaginandolo intento ad osservare, vedere e riflettere; e penso che “L’ arte è la scienza resa chiara”, come affermava Jean Cocteau. Dal Blu proviene e ritorna l’ azzurro…[continua, ma non sò dirvi quando scriverò ancora]. |



