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helga
Visualizza Profilo
Base
| Tipo | Persona |
| Name | helga |
| Cognome | marsala |
| Città | Palermo |
| Provincia | Palermo |
| Regione | Sicilia |
| Nazione | Italia |
| Sesso | Femmina |
| Sito web | |
| Occupazione | 0 |
| Titolo di studio | 0 |
| Descrizione | Concepire un pensiero, un solo e unico pensiero – ma che mandasse in frantumi l’universo. (Emil Cioran) La poesia non è fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta. (Paul Claudel) La sola legge dell’abbandono, come dell’amore, è d’essere senza ritorno e senza ricorso. (Jean-Luc Nancy) La liberazione è quando si fa buio. Quando fuori cessa il lavoro. Rimane il nostro lusso di poter scrivere nel buio. Possiamo scrivere a qualunque ora. Non siamo penalizzati da ordini, da orari, da capi, da armi, da multe, da insulti, da poliziotti, da capi e ancora da capi. E da chi sta covando i fascismi di domani. (Marguerite Duras) Verrà la morte e avrà i tuoi occhi- (Cesare Pavese) Non c’è un unico tempo: (Eugenio Montale) Qualsiasi punto di un rizoma può essere connesso a qualsiasi altro e deve esserlo. (Deleuze-Guattari) Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto (Mariangela Gualtieri) La città è uniforme soltanto in apparenza. Perfino il suo nome assume suoni differenti nei diversi quartieri. In nessun luogo – se non nei sogni – il fenomeno del confine può essere esperito in forma così originaria come nelle città. Conoscerle significa avere un sapere di quelle linee che, con funzione di confini, corrono parallele al cavalcavia, attraversano caseggiati e parchi, lambiscono le rive dei fiumi; significa conoscere questi confini nonché le enclave dei vari territori. Come soglia, il confine passa attraverso le strade; un nuovo territorio ha inizio come un passo nel vuoto, come se si inciampasse in un gradino di cui non ci eravamo accorti. (Walter Benjamin) Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo, io sono senza aggettivi, io sono senza predicati, ho solo parole correnti, ho solo parole di serie, io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo (Mariangela Gualtieri – Fuoco centrale 1.) Io sono selvatica di natura (alda merini) “Il corpo implica mortalità, vulnerabilità, azione: la pelle e la carne ci espongono allo sguardo degli altri, ma anche al contatto e alla violenza, e i corpi ci espongono al rischio di diventare agenti e strumenti di tutto ciò. Possiamo combattere per i diritti dei nostri corpi, ma gli stessi corpi per i quali combattiamo non sono quasi mai solo nostri. Il corpo ha una sua imprescindibile dimensione pubblica. Il mio corpo, socialmente strutturato nella sfera pubblica, è e non è mio.” (Judith Butler) “Il corpo proprio è nel mondo come il cuore nell’organismo: mantiene continuamente in vita lo spettacolo visibile, lo anima e lo alimenta internamente, forma con esso un sistema”. (Maurice Merleau-Ponty) “… io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po’ uno spaccone dell’infinito e dell’eternità e l’Infinito e l’Eternità forse hanno un debole per le persone come me.” (Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa) “Un’idea penosa: che la storia, a partire da un dato momento, non sia più stata reale. Senza accorgersene, l’umanità tutta intera avrebbe d’improvviso abbandonato la realtà; tutto ciò che accadde da quel momento in poi non sarebbe affatto reale; noi però non potremmo accorgercene”. (Elias Canetti, La provincia dell’uomo) Every human being is a “place“. Every woman, every man, every child, every old (Jaume Plensa. Barcelona, July 2000) “Beati gli antichi che si credevano degni de’ baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondevano lo splendore delle divinità su le imperfezioni dell’uomo, e che trovavano il Bello ed il Vero accarezzando gli idoli della loro fantasia! Illusioni! (Ugo Foscolo) “col pianto muto (Richard Bruno) “Il corpo è un carniere di segni, il segno è un corpo disincarnato” (J. Baudrillard) «V’è un muro bianco, obliquo al cielo, sopra il quale il cielo si ricrea infinito, verde, assolutamente intoccabile. Gli angeli vi nuotano, e le stelle, anche loro indifferenti. Sono il mio medium.» (Sylvia Plath) “La vera filosofia = cogliere ciò che fa sì che l’uscire da sé sia rientrare in sé e viceversa. (M. Merleau-Ponty, Il visibile e l’invisibile) Né l’intima grazia della tua fronte luminosa come una festa (Borges) Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso. (Pessoa) |



