Mirella

Visualizza Profilo

Base

Tipo

Persona

Name

Mirella

Cognome

Barberio

Indirizzo

st.maria di castello

Città

Genova

Provincia

Genova

Regione

Liguria

Nazione

Italia

CAP

16123

Sesso

Femmina

Sito web

http://www.mbarberio.net

Occupazione

Artista

Titolo di studio

Laurea 2° Livello

Descrizione

Carissimi, scrivetemi i vostri pareri, mi saranno utili per crescere professionalmente. Ciao con simpatia. Mirella
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Per la Barberio, il dipinto è un oggetto-evento, concreto, autonomo nel quale agire e non un luogo nel quale si attua la semplice rappresentazione del referente, pertanto essa non plasma la materia secondo un progetto preordinato, ma le dà semplicemente vita. La mente dell’autrice e le sostanze esomentali che essa manipola si fondono e dialogano: la materia viene sollecitata a raccontare la propria storia, è come se essa fosse dotata di sensazioni visive, tattili, uditive nonché di emozioni e di pensieri.     La pittrice lavora per rendere visibile l’invisibile e ciò significa allora che anche il fruitore deve cogliere nell’opera sia l’azione: il suo inizio, la sua durata temporale, le sue direzioni spaziali; sia, successivamente, le condizioni psichiche, ovvero le contrazioni e gli allentamenti della volontà, gli spasimi dell’aspettazione guardinga di fronte a forze titaniche che incessantemente collidono, squassano, si attraggono, si respingono.       Per ottenere tutto cio, l’artista fa nascere primariamente, improvvisamente, urgentemente il significante ed è solo in un momento successivo, quando interviene la riflessione, che si cerca di individuare i significati possibili dell’azione complessiva. Nella prassi, dalla parte del significante quest’artista si misura con l’immanenza plastica delle schegge vorticanti di sostanza luminosa e vitale, con tratti che seguono percorsi roteanti, o, altre volte, mostrano luoghi apparentemente in equilibrio, ma sempre al limite della tensione. Qui ci troviamo in presenza di sfide al vacuo, di turbinii afigurali, dove il non-finito ineluttabilmente prolunga sull’infinito e dove le costellazioni di vampe, di deflagrazioni, di movimenti eclittici, sono ritmate per dar luogo ad atmosfere apocalittiche, poeticamente rivelative. Così deve essere se, poi, dalla parte del significato, si vuole condensare un mondo ignoto da evocare e sottilmente interrogare, se si vuole penetrare il misterion: il sacro con tutta la gamma delle vibrazioni sentimentali, delle vertigini che esso libera nell’uomo.      Concludendo, la materia-luce resistente ma flessibile e il pensiero olistico — che l’artista si sforza di rivisitare ogni qualvolta si accinge a compiere un’opera e dove tutto e il contrario di tutto sono possibili — si intrecciano rapidissimi, fittissimamente e la loro correlazione e lo scopo ultimo, a cui tende la Barberio in queste performances, testimoniano una personale, defilata capacità concrezionale la quale non può mai concomitare con l’usitato, il già noto, ma, al contrario, vuole porre in essere una pittura che nella sua essenza, appaia come esperienza poietico-metaforica inquietante, provocatoria, esaltante, plurisignificativa, ma mai interamente disvelata.  Luciano Severino – Semiologo