società per azioni (all'arte)

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Tipo

Persona

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società per azioni (all'arte)

Sesso

Maschio

Sito web

http://www.artmajeur.com/spazioni

Occupazione

0

Titolo di studio

0

Descrizione

S.p.A.ZIO IN CERCA DI AZIONE

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e-mail spagl@libero.it
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Opere artistiche S.p.A. sequestrate dalla DIGOS durante la parata militare

Oggi, 2 giugno 2007, in via dei Fori Imperiali a Roma in concomitanza con i festeggiamenti per la Festa della Repubblica, il gruppo artistico S.p.A.,Società per Azioni Artistiche, non ha potuto portare a termine la prevista azione “Repubblica S.p.A.” per intervento della DIGOS. Le forze dell’ordine hanno bloccato sul nascere l’ azione e gli artisti sono stati trattenuti per diverse ore nella questura centrale dove sono stai sottoposti al trattamento di rito( foto e impronte digitali).
Il progetto artistico consisteva nel distribuire alla folla che assisteva alla parata militare un volantino che invitava a votare “si” ad un fantomatico referendum. Nel foglio si proponeva la modifica dell’articolo 1 della costituzione, da “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” a “L’ Italia è una Reprivata oligarchica fondata sullo sfruttamento del lavoro”. Ai lati del tracciato dove si è svolta la parata sarebbero stati inoltre esposti vari dipinti le cui dimensioni totali erano di circa venti metri per uno. S.p.A. precisa che si tratta di un azione artistica, non politica, con la quale si consente a degli artisti di esprimersi liberamente e agli spettatori di vivere l’ arte.

Res-publica S.p.A

Ogni giorno ed ogni luogo sono adatti per fare arte e diffonderla tra la gente, ma ve ne sono alcuni che ispirano in modo particolare. Il 2 giugno ed i fori imperiali sono una formidabile combinazione dinnanzi alla quale S.p.A non è riuscita a rimanere indifferente . Le persone “importanti” sui palchi, i comuni mortali sugli spalti, le forze armate in parata ed un gruppo di artisti che ha trovato il palcoscenico ed il pubblico di cui ha bisogno per esprimersi al meglio. Purtroppo questi strani esseri, artisti per gli amici, hanno costantemente il bisogno di esprimersi, ed in attesa che dall’ America arrivi la pillola che risolva definitivamente il problema, con atto di generosa pietà, bisognerebbe consentirgli di farlo liberamente.
Vista l’importanza della ricorrenza, gli artisti azionisti di S.p.A. hanno deciso di contribuire alla Festa della Repubblica producendosi in una duplice azione. Con la prima ci si vuole interrogare se abbia ancora senso definire questo Stato una repubblica. Le istituzioni parrebbero, è condizionale, essere nelle mani di un numero esiguo di persone, che si potrebbe azzardare a definire casta. Questi gestori del potere parrebbero, è lo stesso condizionale di prima, tutelare gli interessi di un numero ancor più sparuto di individui. Il dubbio, è se quindi esista una Cosa Pubblica, e pur se esistesse ma non fosse di effettiva proprietà e al servizio dei cittadini, sarebbe corretto continuare a definirla tale? E in tutto questo, che ruolo svolge il lavoro, è forse anch’ esso ad uso e consumo dei grandi interessi, si può parlare di schiavitù o se non altro di sfruttamento? Due artisti della S.p.A. mettono in scena nella loro opera un fantomatico referendum: propongono la modifica dell’ articolo 1 della costituzione, da “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” a “L’Italia è una Reprivata oligarchica fondata sullo sfruttamento del lavoro”. Non una soluzione, un dubbio.
Un paio di precisazioni sulle firme apposte sul volantino. Uno degli artisti ha scelto di sostituire il proprio nome con quello del curatore. Conscio del fatto che comunque a questa figura sarebbe spettata la ribalta e le maggiori attenzioni, l’ autore si fa volontariamente da parte lasciando il posto a chi l’avrebbe comunque preso. Dietro Eroikas-Sir c’è invece “la casalinga democratica”, questo è il nome con cui divenne nota alle cronache per aver girato, il 12 maggio 1977, lo storico filmato durante la manifestazione in cui perse la vita Giorgiana Masi.
Ai lati del tracciato percorso dalla parata militare sarà srotolato un dipinto delle dimensioni di circa venti metri per uno. L’ opera è stata realizzata in qualche ora di lavoro da cinque artisti che si sono alternati, sovrapposti, infastitidi, rispettati, disturbati e stimolati vicendevolmente. Il risultato, frutto di una sorta di improvvisazione, è una serie di segni, colori e immagini talora confuse talora sfacciatamente chiare. Figure inquietanti si intrecciano con scritte e forme astratte. Venti metri quadrati di pura libertà.
Indipendentemente dalla paternità della singola opera ed idea, tutto ciò che S.p.A. porta in scena è approvato da ogni singolo azionista che non si limita a dare il proprio benestare ma partecipa in modo attivo alla realizzazione del progetto. Con questa azione il gruppo ribadisce la propria volontà di proporre un arte libera e non vuota e di portarla direttamente tra le gente senza passare per gli abituali mediatori, come le gallerie ed i musei.

Repubblica S.p.A.
02/06/2007
Via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia
Roma, Italia

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domenica 13 maggio azione-blitz “WC S.p.Ace” alla Gnam di valle Giulia
nei cui bagni è stata allestita una mostra con opere di 8 artisti S.p.A.

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Lunedi 30 aprile, intorno alle ore 23, in via dei Condotti a Roma si è svolta un’azione S.p.A.(Società per Azioni Artistiche). Cinquanta metri di tappeto rosso sono stati stesi su un marciapiede della via dello shopping per eccellenza. Sul tappeto giacevano sedici sagome, sedici vittime, sedici morti, martiri innocenti del lavoro, della guerra, caduti tra gli ingranaggi della nostra civile società. Così ai piedi delle preziose vetrine, a partire da piazza di Spagna, i passanti si sono trovati stesi dei cadaveri pronti ad essere calpestati un’ ulteriore volta. L’ opera è stata realizzata da quattro azionisti che al momento preferiscono rimanere anonimi, che hanno dato vita e morte alla passatoia. Nessun danno è stato recato ne alla via, ne agli esercizi commerciali; effimera e pungente come solo l’arte sa essere, dopo essere stata esposta per tutta la notte, alle prime luci dell’alba della striscia non rimaneva traccia.