taiguara

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Base

Tipo

Persona

Name

taiguara

Cognome

alves giannotti

Provincia

Pisa

Regione

Toscana

Nazione

Italia

Sesso

Maschio

Cellulare

3384799100

Sito web

http://www.taiguara.net

Occupazione

Artista

Titolo di studio

0

Descrizione

taiguara parla di taiguara

Tu sei nato a Sao Paulo e da ormai 15 anni vivi e lavori a Pisa, cosa secondo te, questa città offre ad un giovane artista?

Pisa è una città a misura d’uomo che nonostante le sue piccole dimensioni offre degli spazi alternativi di laboratori culturali e politici nei quali molto spesso si può vedere l’arte contemporanea, è chiaro che si potrebbe discutere sulla qualità delle cose che vengono proposte, perché capita spesso anche di vedere tante porcherie.

La mia prima personale è stata presentata nell’atrio espositivo del comune, e tuttora spesso mi capita di collaborare con gli enti pubblici.

Lavorare con gli enti pubblici però è sempre molto faticoso non fanno altro che lamentarsi che non ci sono finanziamenti per la cultura e quindi si lavora sempre per coprire le spese, nei migliori dei casi.

Gli spazi ci sono, il pubblico anche, ad esempio qualche anno fa insieme a degli amici artisti, due pittori, una filmaker e un Dj abbiamo organizzato in casa un piccolo evento-mostra Noia d’appartamento. Abbiamo aperto le porte della nostra casa al pubblico ,per quattro ore al giorno, per visitare la mostra. Furono un successo sia il giorno dell’inaugurazione, sia i giorni successivi.

Il problema è riuscire a vivere di quello che fai senza fare dei compromessi. Sarebbe necessario che qualche ente, sia pubblico che privato, riuscisse a rischiare e investisse nelle “belle teste” che ci sono in giro per promuoverle in modo concreto.

Negli ultimi anni hai realizzato delle installazioni con un taglio, per certi versi, politico e molto attuale, perché questa scelta?

Tutto è cominciato con Scheda Individuale Operai, dove ho potuto fondere due aspetti della mia vita, ossia l’impegno politico e quello artistico. In quell’installazione c’erano delle schede disciplinari di una fabbrica della prima metà degli anni ‘40 tra le quali ho inserito la mia scheda individuale d’operaio di una fabbrica in cui ho passato molti anni della mia vita, l’intento era di mostrare queste due realtà per poi fare un ragionamento su com’è la vita in fabbrica oggi.

Dopo la prima esperienza riuscita bene si è trattato solo di affinare questo linguaggio espressivo per comunicare con il pubblico per far riflettere su aspetti della vita sociale e politica.

Chiaramente quest’operazione comporta dei rischi, com’è successo quando mi hanno accusato di voler trasmettere “un messaggio subliminale antisemita ” con una recente installazione Il muro di Gerusalemme, con la quale ho cercato, attraverso l’umorismo, di focalizzare l’attenzione dello spettatore sulla terribile realtà che i popoli israeliano e palestinese stanno vivendo, fatta di dolore e odio, d’ingiustizia e terrore.

Tu hai collaborato con il teatro, con la danza come scenografo e ora ti proponi come regista insieme a Alessandra Taffi. Parlami di quest’esperienza e del vostro ultimo progetto?

E un progetto che Alessandra aveva nel cassetto e per il quale mi ha proposto di fare la scenografia, poi però questo progetto è diventato, senza che ce ne accorgessimo, un lavoro a quattro mani.

Lo spettacolo che proponiamo non può essere fatto in un teatro tradizionale, per la sua realizzazione è infatti necessario un grande spazio vuoto, ha caratteristiche che lo rendono simile ad un’installazione che corrisponde all’intero spazio scenico dove gli spettatori si muovono circondati da suoni, immagini, sculture e parole.

Lo spettacolo ha una durata di circa 30 minuti, ed è pensato per 14 spettatori, prevede la presenza scenica di tre attori e di un musicista che esegue dal vivo il commento sonoro durante lo spettacolo.

Il tema dello spettacolo è il mito del Minotauro, liberamente inspirato da un racconto di Borges – La casa di Asterione .

Ha inizio con le note di una canzone greca cantata da Arianna mentre gioca a dondolarsi su un’altalena. La fanciulla racconta il mito secondo il proprio punto di vista.

Gli spettatori sono, in seguito, invitati ad entrare nello spazio scenico, la casa d’Asterione, dove, grazie a dei giochi di luci e d’ombre, avranno la percezione di essere dentro un labirinto. Dal buio appaiono e scompaiono, in momenti diversi del percorso, immagini del palazzo di Cnosso proiettate sulle pareti e sculture che s’inspirano alle invenzioni di Dedalo.

Gli spettatori avvertono, durante tutto il percorso, la presenza del mostro. Per tre volte appare loro e diventano testimoni di un momento della sua esistenza, forse l’ultimo prima di essere ucciso da Teseo.

Un altro incontro che gli spettatori faranno a fine percorso sarà quello con Teseo e Arianna oscillanti su una barca dondolo, nel momento della loro partenza dall’isola di Creta.

Lo spettacolo ha debuttato nella stagione 2004 del Teatrale del Teatro Sant’Andrea nella meravigliosa chiesa di San Zeno a Pisa.