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sempre
Visualizza Profilo
Base
| Tipo | Persona |
| Name | sempre |
| Cognome | sul crinale |
| Indirizzo | fantasia |
| Città | lentezza |
| Nazione | creato |
| CAP | cura |
| Sesso | Maschio |
| Occupazione | 0 |
| Titolo di studio | Altro |
| Descrizione | Alle soglie della contemplazione Dimensione “sensuale” della contemplazione Alpi Occidentali, 3.000 mt. slm., primavera inoltrata: Saliamo affaticati lungo un sentiero roccioso, improvviso si rivela al nostro sguardo un laghetto. Uno di quei piccoli bacini d’acqua che costellano, come minuscole perle, le nostre Alpi. Poche decine, forse un centinaio di m3 d’acqua blu, quasi nera, forse azzurra e anche un po’ verde. Uno specchio naturale dove, a bocca aperta come i bambini, ci lasciamo catturare dall’immensità che in esso si riflette. * Il silenzio è componente essenziale della vita di colui che frequenta i chiostri, predispone all’ascolto, aumenta la capacità di cogliere bellezza espandendo la potenzialità di tutti i nostri sensi. * “Dare tempo alle cose che ti fanno perdere tempo” è un’altra caratteristica del contemplante. Il chiostro non è immediato, non si svela subito nelle sue molteplici e sorprendenti potenzialità, desidera anche lui sprecare tempo con noi. Se vinciamo le durezze iniziali ecco che le nostre orecchie cominciano a cogliere suoni, rumori, melodie inedite: il suono del ruscello o la musica del traffico, la sinfonia della foresta o i cori degli animali. E se insistiamo ancora in questa apparente passività ecco che cominciamo a conoscere, forse per prima volta, i suoni vitali del nostro cuore, del nostro respiro, del nostro passo. Suoni, rumori, che fino ad ora avevamo eluso, ignorato… sprecato. Dimensione “orante” della contemplazione Il chiostro del mio monastero è posto proprio di fianco alla chiesa e questa contiguità suggerisce un ulteriore passo nel nostro percorso di iniziazione. “Se non ritornerete come bambini…” cioè capaci di stupirvi, di gustare il tempo, di ascoltare il silenzio, di farvi spugna della vita in cui siete immersi… non entrerete mai. Percorso di iniziazione alla contemplazione – Espandere i sensi – Esporsi al linguaggio poetico – Stupirsi della diversità Il contemplante, il frequentatore di chiostri o di laghetti di montagna, è un uomo che impara ogni giorno ad espandere i propri sensi, a sperimentarsi nel linguaggio poetico, a stupirsi della variegata diversità che lo circonda. Proprio per queste sue caratteristiche egli può diventare un uomo o una donna “di Dio”, capace cioè di cogliere quel soffio leggero di silenzio in cui si nasconde, e si rivela, la vita. Si è spento a 93 anni l’inventore della speciale creta COMO – Milioni di bambini hanno giocato e imparato a manipolare la materia grazie alla sua invenzione e anche affermati artisti l’hanno usata per le loro creazioni. Ma Dario Sala, 93 anni, geniale inventore del Das, è morto ieri nella sua modesta casa di Trecallo, una frazione di Como, senza aver accumulato grandi ricchezze. Nel 1962 decise infatti di vendere per pochi soldi il brevetto della speciale creta da modellare che non ha bisogno del forno per seccare. “Chi ha poesia nel cuore, ha il cielo nell’anima ed è l’uomo più ricco del mondo”, si era schermito recentemente. Anche se economicamente a Sala non è stato riconosciuto il dovuto, la speciale sostanza, ancora in uso in tutte le scuole, per quanto insidiata dai nuovo ritrovati come il “Didò”, continua però a portare il suo nome: Das nacque infatti come abbreviazione del suo nome. Ma la scelta di cedere il brevetto senza fare troppi conti economici era assolutamente in linea con questo personaggio particolare. Nato l’8 aprile del 1912, Sala nella sua vita è stato antiquario e poeta, chansonnier e scrittore, reduce e pacifista. Combattè durante la seconda guerra mondiale prima in Albania, poi nel sud della Francia e in Italia. Durante il conflitto scrisse un inno all’Europa unita che gli costò diverse grane con le autorità militari. Utopista del resto Sala lo è rimasto sino all’ultimo dei suoi giorni. Nella casa di Trecallo passava le giornate scrivendo, riordinando le sue carte e sognando un mondo senza divisioni né guerre. “Tiro avanti – spiegava qualche anno fa – perché ho una mia filosofia. Il nulla è impossibile che ci sia. Qualcuno di più grande deve esistere. Nei prati, quei fiorellini piccoli e ben disegnati da chi sono andati a scuola?”. (31 gennaio 2005) |



