Con rigore cronologico, la mostra svela inattese consonanze, bizzarre
analogie e sorprendenti citazioni. Ogni stanza – al cui centro è collocato un
modello di automobile – è dedicata a un decennio, scelta studiata per
accogliere e conquistare il visitatore. “È importante che gli spettatori
possano girare attorno alle automobili, guardandole da tutti i lati, e non solo
frontalmente come in un museo”, afferma Casetti.
L’allestimento cerca di valorizzare il design, la meccanica e la
carrozzeria delle autovetture: le strategie grazie alle quali si è costruita
l’icona-Alfa. Si mette in luce così la coerenza stilistica sottesa a ogni
“esemplare”, pur con innovazioni nel disegno e nella tecnologia. A rendere
ancor più suggestiva la passeggiata tra le varie sezioni è la musica di
sottofondo, composta da Giovanni Albini.
Un ambiente avvolgente, fatto di immagini, segni e video, che
proiettano fotogrammi di documentari e pellicole, montati come se fossero tanti
frame. L’intento è quello di evocare lo spirito politico e sociale di un’intera
epoca. Un percorso che vuol mettere in scena il dialogo tra l’azienda milanese
e il design, l’arte, il cinema, la grafica, quindi non solo le automobili, ma
il rapporto tra queste e i documenti fotografici, gli oggetti e gli stralci di
quotidiani.
Basta soffermarsi sul manifesto scelto per la comunicazione
dell’evento: una reinterpretazione bidimensionale di una macchina in velocità
tratta da un inedito disegno di Fortunato Depero, o sulle tante presenze
pittoriche che contribuiscono ad arricchire l’itinerario critico.
Basti citare il sofisticato artista pop Valerio Adami, l’avanguardista Depero, il drammaticamente
materico Mimmo Rotella, il monumentale Mimmo Paladino, il rigattiere pubblicitario Mario Schifano e il “profanatore divertito” Giorgio de Chirico (per riprendere le parole di
Vincenzo Trione).
Questa mostra celebra un’identità importante: l’Alfa Romeo come
sinonimo di made in italy. Un’occasione per riattraversare il XX secolo e per
aprirsi all’avvenire.
Attraversando le sale della Triennale, potrebbero tornare alla memoria
alcuni versi di una canzone di Lucio Dalla: “Il motore del 2000 sarà bello e
lucente. Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato. Avrà lo scarico
calibrato e un odore che non inquina… Lo potrà respirare un bambino o una
bambina…”.
Il
Mito della velocità a Roma
paola maddaluno
mostra visitata il 24 settembre 2010
la rubrica design è diretta da valia barriello
dal 23 settembre al 10 ottobre 2010
Il
Segno Alfa
a cura di Francesco Casetti
Triennale Design Museum
Viale Alemagna, 6 (Parco Sempione) –
20121 Milano
Orario: da martedì a domenica ore
10.30-20.30; giovedì ore 10.30-23
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 02724341; fax +39
0289010693; www.triennale.it
[exibart]
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